Xabi Alonso, intervistato da Carragher su Sky Sport, spiega alcune delle differenze tra le idee tattiche di Guardiola e quelle di Mourinho.

TRADUZIONE A CURA DI:

Francesco Bonacci, 09/03/1994 Arezzo, studente universitario e Junior Match Analyst II° liv.
francescobonacci94@gmail.com

 

JC: Questo è il ruolo e la posizione che il centrocampista centrale di Mourinho assume, mentre questo è il ruolo e la posizione per il centrocampista centrale di Guardiola. Quali erano le differenze nel concepire questo ruolo e cosa questi due manager chiedevano per chi giocava in quel ruolo?

XA: Entrambi si adattano ai giocatori che hanno. Quando giocavo per Mourinho normalmente giocavamo con due centrocampisti centrali, mentre quando giocavo per Pep di solito ero l’unico centrocampista; in questo caso, il compito è più posizionale: devi sempre sfruttare il triangolo con i due difensori centrali e, qualche volta, devi abbassarti tra i due difensori ( Fernandinho lo fa moltissime volte); quando l’avversario si schiera con due attaccanti, a Pep piace avere la superiorità 3 contro 2 per favorire la costruzione palla a terra, e ti devi abbassare tra i due difensori. Inoltre il centrocampista centrale deve leggere la posizione del secondo attaccante, se quest’ultimo lo segue allora uno dei due centrali sarà libero di iniziare la manovra e non è necessario abbassarsi essendo già in superiorità 2c1. Per quel che riguarda i due centrocampisti centrali di Josè, tutto si decide il quella zona: se loro stanno stretti e vicini, l’avversario cercherà l’esterno e si creeranno duelli con i miei terzini.

JC: Hai nominato i terzini, Pep ha sorpreso tutti facendo una cosa che nessuno aveva mai fatto prima spostando i terzini centralmente. Credi sia stata per lo più una contromossa ai contropiedi che le squadre di Pep sono solite subire?

XA: Si, certamente. La maggior parte delle squadre cerca di attaccare in spazi ampi e quindi deve difendere spazi più grandi, e questa è un aspetto del calcio difficilissimo da affrontare. Le persone tendono a pensare a Pep come ad un allenatore che pensa solo alla fase offensiva…no no. Io direi, invece, che è l’opposto: lui si preoccupa di più della fase difensiva, dove e come l’altra squadra non può esprimersi al meglio per far avere più controllo della partita alla sua squadra. Questa è la sua idea, il suo obiettivo. Ho visto Aguero correre all’indietro e Silva andare in pressing, sono sicuro che Pep ha cambiato la loro mentalità.

JC: Quale potrebbe essere il copione della partita? Nel senso, io credo che lo United di Josè si chiuderà e giocherà molto in contropiede.

XA: Sono entrambi allenatori a cui piace controllare la partita. Con la differenza che Mou cercherà il controllo giocando più basso e lasciando la palla al City, anche perché al City piace si avere la palla ma non perdere il controllo; a Pep piace gestire la palla ma non che i suoi giocatori perdano la testa e quindi il controllo. Anche se la partita sembra  in mano al City, in una azione tutto può cambiare e di talento e qualità per fare ciò lo United ne ha in abbondanza. Prevedo una partita equilibrata.