Vitor Frade è il padre della periodizzazione tattica. Professore dell’Università di Oporto in pensione, è l’attuale direttore del Dipartimento di Metodologia del FC Porto.
Ecco un’intervista.

– Che cosa è la periodizzazione tattica?

– La periodizzazione tattica è una metodologia di allenamento che pone l’enfasi sull’assimilazione di una forma di gioco e dei suoi principi durante la fase di possesso, durante la fase di non possesso e durante i tempi di transizione.
Con la periodizzazione tattica si lavora sempre in specificità, senza dare importanza ad esercizi analitici e ad esercitazioni decontestualizzate. Per questo motivo non ha niente a che vedere con l’allenamento fisico e tecnico decontestualizzato dal modello di gioco.

– Qual è la differenza con l’allenamento integrato?

– La periodizzazione tattica non deve essere confusa con l’allenamento integrato. Da una parte si parla di specificità  relativa al modo di giocare e al modello di gioco, dall’altra di specificità rispetto al gioco del calcio in generale.

– Dal nome si intuisce una preponderanza dell’aspetto tattico…

– La periodizzazione tattica rispetta il principio di “integrità indivisibile” del gioco, globalizzando le quattro dimensioni che compongono il calcio (tattica, tecnica, psicologica, fisica) e assumendo il modello di gioco come unico riferimento di tutto il processo di allenamento. L’allenamento avrà quindi l’obiettivo di preparare i giocatori a giocare come vuole l’allenatore. Se il modello di gioco è il principale riferimento di tutto il processo di allenamento, l’aspetto tattico assumerà sempre il ruolo di guida di ogni esercizio. D’altronde, la tattica non è fisica, non è tecnica, non è psicologia, ma necessita di tutte queste dimensioni del calcio per manifestarsi.

– Quali fasi segue questa metodologia?

– Raggiungere un modello di gioco organizzato necessita di tempo, quindi è necessario iniziare a lavorare dal primo giorno di allenamento secondo questa metodologia, subordinando il tutto alla sovradimensione tattica. Sarà il principio della specificità a guidare tutto il processo di allenamento. Il modo di giocare caratterizzato da principi e sottoprincipi che costituiscono il modello di gioco, fa sì che ogni esercitazione debba essere dotata della specificità relativa a questo modello. Quindi, ogni esercitazione deve servire per addestrare il nostro gioco.

– Quale pensi sia il fattore più determinante per migliorare il calcio seguendo questa metodologia?

– Il calcio delle alte prestazioni richiede ai giocatori una continua sollecitazione tattica, sia nella partita che nell’allenamento. La periodizzazione tattica sottolinea l’assimilazione di una forma di gioco e dei suoi principi nelle varie fasi di gioco, garantendo una continua e precisa risposta alle sollecitazioni tattiche.

– Qual è l’importanza dell’allenatore nella periodizzazione tattica?

– E’ evidente l’importanza di un intervento da parte del tecnico per l’acquisizione dei principi e dei sottoprincipi inerenti al modello di gioco. Inoltre è fondamentale la concentrazione di questi principi nelle esercitazioni, per trasformare un “saper fare” in un “saper sopra il saper fare“. Per acquisire un principio e un sottoprincipio del modello di gioco è necessario ripetere nel tempo e più volte le esercitazioni che sollecitano quel determinato principio tattico, secondo il principio della propensione.

– Che cosa significa propensione?

– Questo è un altro principio su cui si fonda la periodizzazione tattica. Secondo questo principio è necessario ripetere con grande frequenza le esercitazioni che ci aiutano a raggiungere un determinato obiettivo. Per questo, le esercitazioni devono prevedere una ripetizioni continua di determinate sollecitazioni tattiche. Al fine di ottenere un adattamento da parte dei giocatori è necessaria una ripetizione sistematica (in specificità) di determinate esercitazioni e sviluppi.

– In questo modo si ottiene una ripetizione meccanica di un giocata predeterminata, no?

– Solo il movimento intenzionale è allenante. Attraverso la ripetizione sistematica creiamo un’abitudine nel giocator. È per questo che la dimensione tattica, seguita da quella tecnica, assume maggior importanza rispetto alla dimensione fisica. È evidente che l’aspetto tattico dovrebbe essere la guida durante tutto il processo di allenamento, dando obiettivi precisi all’allenamento, costringendo il giocatore a essere attivo mentalmente, facendogli acquisire concetti che non appartengono solo alla sfera del “saper fare”, ma anche quella del “sapere sopra un saper
fare”.

– Il “sapere sopra il saper fare” corrisponde al modello di gioco dell’allenatore?

– L’allenatore deve costruire un modello di gioco in cui tutti pensano la stessa cosa in una determinata situazione: questo è ciò che intendo con “sapere sopra il saper fare”.

Intervista parzialmente tradotta e modificata da qui.