L’Hellas Verona di Juric è una delle sorprese più interessanti del campionato di serie A, nonostante le perplessità iniziali sull’adattamento alla massima categoria italiana.
Tra le peculiarità del rendimento spicca certamente la solidità difensiva: la squadra di Juric, con soli 11 gol subiti, è la seconda miglior difesa del campionato italiano alle spalle della Juventus di Sarri.

Una delle partite più interessanti giocate dal Verona di mister Juric è sicuramente lo scontro diretto contro il Brescia all’undicesima giornata del girone di andata.

In fase di possesso palla l’Hellas Verona di Juric si schiera con il 3-4-1-2 e sviluppa una partita per evidenziare i punti deboli del 3-5-2 del Brescia.
Le squadre di Juric non sono squadre che cercano un possesso palla asfissiante ma giocano molto in verticale e cercano molto l’attacco alla profondità.

La costruzione è affidata ai 3 centrali che contro il Brescia erano liberi di poter giocare fino alla 3/4 visto che gli avversari stavano bassi.
L’obiettivo dei 3 difensori centrali era muovere palla per poi verticalizzare alle spalle della mezzala che usciva in pressione su uno dei due braccetti di difesa: Verre è stato molto bravo per tutta la partita a ricevere in zona di rifinitura ai fianchi di Tonali (mediano basso del Brescia) che spesso arrivava in ritardo e consentiva al trequartista gialloblu di puntare la difesa del Brescia.

Quando l’uscita in pressione del Brescia chiudeva il passaggio diretto braccetto-trequartista, i difensori dell’Hellas Verona cercavano una delle due punte, Zaccagni e Salcedo, con Verre che andava a raccogliere lo scarico.

Dal momento che Verre riusciva a ricevere fra le linee e puntare la difesa del Brescia i due attaccanti dell’Hellas Verona effettuavano uno smarcamento fuorilinea.

I due quinti del Verona sono Faraoni e Lazovic. Mentre Faraoni è un giocatore che garantisce molto equilibrio e attenzione in fase difensiva, Lazovic è uno dei giocatori più cercati in zona offensiva. Quest’ultimo infatti attacca molto la profondità nella zona esterna del campo e spesso viene lanciato da Veloso e compagni.

Un altro giocatore che ha messo diverse volte in difficoltà la difesa del Brescia è stato Salcedo che è stato mandato molte volte in profondità dai propri compagni.

In fase di non possesso palla la squadra di Juric mantiene il solito sistema 3-4-1-2 preparando uscite codificate contro il 3-5-2 del Brescia.

La squadra di Juric effettua un pressing ultraoffensivo con i due attaccanti che provano ad indirizzare la costruzione sul lato destro del Brescia cercando di oscurare il braccetto sinistro avversario.
A questo punto i due attaccanti escono in pressione sul centrale e sul braccetto destro.
Il trequartista si alza sul mediano basso.
Il quinto di sinistra si alza in pressione sul quinto di parte del Brescia.
I due mediani marcano a uomo le due mezzali avversarie.
Il braccetto sinistro del Verona marca la punta di parte, il centrale marca l’altra punta mentre il braccetto destro e il quinto opposto danno copertura.

Se il Brescia riesce a girare palla e andare a giocare sul braccetto sinistro, Amrabat lascia la propria marcatura ed esce forte in pressione sul difensore avversario, Rrahmani (braccetto destro della difesa del Verona) spezza in avanti e si alza in pressione sulla mezzala del Brescia.

Anche all’altezza di centrocampo i due mediani del Verona marcano a uomo le due mezzali del Brescia seguendo sia i movimenti sul corto che gli inserimenti in profondità.
Il mediano opposto alla palla non si preoccupa di dare copertura alla linea difensiva ma marca a uomo la mezzala avversaria di competenza.
La linea difensiva dell’Hellas è sempre molto aggressiva e anche a palla scoperta i difensori accorciano in avanti seguendo il movimento incontro degli attaccanti avversari cercando spesso l’anticipo.
Quando uno dei due mediani è in ritardo o si trova fuori posizione e una mezzala punta la difesa del Brescia, il braccetto di parte della difesa del Verona esce in pressione mentre il centrale ed il braccetto opposto scalano e marcano i due attaccanti avversari.

L’obiettivo della squadra di Juric, dopo aver recuperato palla nella propria metà campo, è quello di giocare in avanti e cercare più velocemente possibile un attaccante che attacca la profondità per poi accompagnare l’azione con tanti uomini.