Tesi di Ezio Glerean al Corso Master 1998/99 per l’abilitazione ad allenatore professionista.

CAPITOLO 3

Vantaggi e svantaggi del sistema
1. Considerazioni generali
2. Vantaggi
3. Svantaggi

1. Considerazioni generali

La disposizione in campo dei giocatori in uno schema di partenza fa subito capire quale possa essere l’atteggiamento di una squadra. Più difficile, a mio parere, è capire quali siano gli equilibri che questa deve avere per superare l’avversario o per non essere superata.
Se consideriamo, ad esempio, due dei concetti fondamentali sui quali si basa il gioco del calcio e cioè “il tempo e lo spazio”, possiamo capire e vedere quante e quali sfumature possano essere racchiuse in queste due parole. Se è vero che imparando a comunicare sempre meglio l’uomo ha risolto molti dei suoi problemi, è anche vero che nel calcio ha sempre più importanza, per potere superare l’avversario, la conoscenza di quello che si deve fare e di come lo si deve fare. La tattica è l’esempio più reale di come questo concetto sia importante. L‘esigenza del singolo di saper sempre di più leggere ed interpretare ogni situazione che gli si pone di fronte e soprattutto il farlo assieme ai compagni, lo mette in una posizione, a mio avviso, di vantaggio nel confronto di giocatori sempre più bravi sul piano tecnico ma meno sul piano della disponibilità alla conoscenza reciproca.
Dopo questa premessa entriamo nel dettaglio a conoscere i vantaggi e gli svantaggi di questo sistema per guardare a 360° tutte le possibilità immedesimandosi (cosa importantissima) in chi il vantaggio o lo svantaggio lo sta vivendo.

2. Vantaggi

1. Rapidità nel portare azioni e uomini nella metà campo avversaria
2. 4 giocatori con caratteristiche offensive in zona d’attacco
3. Non ci sono corse eccessivamente lunghe per effettuare sovrapposizioni o interscambi tra le parti cosa che si può riscontrare in altri sistemi di gioco specialmente con difesa a 4 giocatori
4. Molte soluzioni in fase d’attacco soprattutto per le caratteristiche dei giocatori (il difensore avversario, anche se di buona caratura, incontra molte difficoltà specialmente se non ha la possibilità di essere aiutato dai compagni)
5. 6 giocatori più il portiere che hanno compiti prevalentemente difensivi

3. Svantaggi

1. Si possono incontrare difficoltà con squadre con buona personalità e palleggio
2. Si incontrano situazioni di difficoltà nelle fasce laterali in zona difensiva, perché possono evitare la pressione con un abile dribbling
3. Il difensore molte volte si trova in mezzo a due avversari
4. Gli attaccanti, non eseguendo una continua e precisa pressione sul portatore di palla, creano notevoli difficoltà agli altri reparti.

CAPITOLO 4

Caratteristiche dei giocatori
1. Portiere
2. Difensori
3. Centrocampisti
4. Attaccanti

1. Portiere

È il giocatore che inizia l’azione e dalla sua scelta dipende gran parte della probabilità di successo della stessa. Di conseguenza deve essere dotato di buona tecnica di rilancio della palla e soprattutto intelligente dal punto di vista tattico. Deve rinviare la palla più o meno velocemente nella zona centrale della trequarti avversaria, cercando di calciare la palla forte e radente la testa dei compagni.
Non deve, in via generale, “appoggiarsi” con palla al difensore vicino.
Eventualmente può cercare con le mani il passaggio preciso, veloce e laterale verso metà campo per cambiare rapidamente fronte d’azione.
Per ottimizzare queste doti e saper interpretare e gestire i tempi di manovra è necessario:
• coinvolgere il portiere negli allenamenti tecnico-tattici della squadra
• richiedere la sua partecipazione attiva nello sviluppo dell’azione di attacco e di difesa
Per quanto riguarda la tecnica di difesa, il portiere deve essere predisposto all’uscita alta per essere di supporto ai compagni in caso di possibili attacchi laterali; allo stesso tempo deve possedere buone doti e soprattutto buon tempo di uscita bassa centrale per scongiurare i “tagli” avversari.
Altro requisito importante richiesto al portiere che viene impiegato in questo modulo è il sostegno verbale ai compagni nelle azioni di ripiego o di possesso palla nella propria trequarti.
Fisicamente deve essere di altezza superiore alla media, reattivo e dotato di buoni valori di forza esplosiva e abile nel destreggiarsi.

2. Difensori

Sono 3 e le loro caratteristiche sono simili se non addirittura uguali.
Sono in pratica dei difensori centrali con ottima predisposizione al gioco aereo, buon senso dell’anticipo, forti fisicamente e devono abbinare velocità e forza ad una buona dose di coraggio, dote fondamentale per interpretare il ruolo. Non si richiedono grandi doti tecniche nel passaggio.

3. Centrocampisti 

Sono 3. Anche in questo reparto troviamo giocatori simili. Sono in pratica 3 centrocampisti centrali con doti di interdizione, bravi tatticamente e tecnicamente (anche in questo caso non è necessario ricercare questa qualità tra quelle primarie), forti fisicamente e devono abbinare resistenza e velocità ad una spiccata personalità.

4. Attaccanti

Sono 4. Le loro caratteristiche sono simili per gli attaccanti esterni mentre per i due centrali sono di prima punta e di seconda punta o rifinitore. I due attaccanti esterni devono essere forti fisicamente, resistenti, veloci, essere molto bravi nell’uno contro uno sia con la palla al piede che con appoggio al compagno. Buona predisposizione al sacrificio e buon senso tattico, devono sapersi adattare indifferentemente sia sulla fascia destra che su quella sinistra.
La prima punta deve essere forte fisicamente, veloce, ottima sul gioco aereo, buona tecnicamente, deve saper presidiare l’area di rigore con grande personalità e coraggio. Egoismo ed altruismo si devono assemblare per il bene della squadra.
La seconda punta (o rifinitore) deve essere molto brava tecnicamente e tatticamente, possedere nel proprio repertorio una vasta gamma di giocate, è il giocatore che con la sua personalità comanda il reparto.

CAPITOLO 5

La preparazione fisica

Una corretta preparazione fisica in un sistema di gioco non puo’ prescindere dalla valutazione delle caratteristiche del modello di prestazione che il sistema stesso di gioco comporta.
La valutazione delle principali richieste tecnico, tattiche e fisiche di ogni singolo giocatore, in rapporto al ruolo di gioco, diventa fondamentale per poter costruire un programma di lavoro tale da poter mettere l’atleta in grado di svolgere la gara mantenendo intensità di gioco elevata per tutto l’incontro.
L’esperienza di questi anni di lavoro, la visione di molti giocatori, la continua correzione del sistema di gioco ha delineato un modello funzionale abbastanza corretto per poter orientare il lavoro di preparazione di squadra e individuale secondo linee precise.
Se osserviamo le distanze mediamente percorse ad alta intensità dai giocatori dei vari reparti (attacco, centrocampo, difesa) notiamo che queste si aggirano da un minimo di 2-3 metri ad un massimo di 15-20 metri, che tali distanze si ripetono e si susseguono con tempi di recupero relativamente corti, che, vista la richiesta del gioco di anticipo riveste fondamentale importanza la fase di accelerazione e la capacità di effettuare repentini cambi di direzione e di velocità.
Vista la struttura tattica del gioco, che non prevede sovrapposizioni di giocatori sulle fasce e quindi non richiede la ripetizione di corse particolarmente lunghe sia nella fase di possesso e conseguentemente il recupero della posizione nella fase di rientro quando si è persa palla, non diventa prioritario l’allenamento su distanze più lunghe di quelle sopracitate mediante l’utilizzo di mezzi quali interval training o ripetute con recuperi vari ecc.
Molta importanza riveste il gioco aereo soprattutto per difensori, centrocampisti e punta centrale; la richiesta dell’attacco della palla a partire dagli attaccanti e comunque di tutti i giocatori rende l’intensità di gioco molto elevata, concedendo pause per il recupero solo a palla ferma o in alcuni frangenti di gestione della palla.
Tutte queste valutazioni sul modello funzionale di questo gioco ci hanno fatto considerare come fondamentale l’allenamento delle qualità di forza; in particolar modo il miglioramento della forza esplosiva e della resistenza alla forza ha consentito ai giocatori di effettuare grossi miglioramenti sotto il profilo della qualità, dell’intensità e della continuità nella gara.
Si è pensato di lavorare sulla potenza aerobica e lattacida quasi esclusivamente attraverso esercitazioni tecnico tattiche mirate, controllando le fasi di recupero dando, per così dire, grande spazio alla resistenza specifica avvicinando il più possibile le esercitazioni all’intensità e alle caratteristiche della gara.
Ci hanno confortato su questa linea le valutazioni effettuate tramite test specifici che confermavano buoni livelli di potenza aerobica nei giocatori, livelli che venivano mantenuti abbastanza costanti durante tutta la stagione. La velocità e la resistenza alla velocità monitorata con il test di Coverciano su 11 ripetute su 20 mt. ha evidenziato risultati molto buoni con giocatori ritenuti molto lenti ed esaltato le capacità di giocatori già veloci.
Per finire riteniamo che qualità degli allenamenti , intesa come intensità nelle esercitazioni, unita ad una costante attenzione econcentrazione dell’atleta e ad un individualizzazione del lavoro specifico dal punto di vista fisico, siano le cose fondamentali per creare una mentalità positiva nel lavoro ed ottenere risultati da tutti i punti di vista.

CONCLUSIONI

Vorrei chiudere questo lavoro senza aggiungere altro consapevole che questo sistema di gioco, anche se collaudato, è pur sempre un progetto sul quale ci sarà ancora da lavorare.
Ringrazio invece, pensando alla grande disponibilità, passione, al tempo dedicato e a tutto il lavoro che è stato fatto, ANTONIO LACARA, ANDREA REDIGOLO, ENRICO MENDO miei amici prima e collaboratori poi, che mi hanno accompagnato in questi anni di lavoro.
Infine un pensiero ed una dedica particolare al mio primo allenatore e maestro di vita IGINO COSTENARO.

 

Leggi cliccando qui i Principi del gioco nella fase di non possesso palla (parte 1)

Leggi cliccando qui i Principi del gioco nella fase di possesso palla (parte 2)