Il “tagliafuori”: dal basket al calcio

A cura di Francesco Bonacci

Il tagliafuori fa parte della tecnica di base (dei fondamentali) del gioco della pallacanestro. Il giocatore realizza il tagliafuori quando con il proprio corpo riesce a frapporsi tra il canestro e il proprio avversario, costringendolo a restare a contatto con la propria schiena e impedendogli di andare agevolmente a prendere il rimbalzo. Conseguenza di un tagliafuori ben eseguito da parte di tutti i giocatori della squadra schierata in difesa è la cattura del rimbalzo difensivo, cioè del pallone che cade dal canestro per un tiro sbagliato da parte della squadra schierata in attacco. (fonte Wikipedia)

Il tagliafuori nella pallacanestro costituisce uno dei fondamentali più funzionali del gioco: non è solo un fatto di fisicità o atletismo; la tecnica, l’intelligenza e il senso di posizione giocano un ruolo fondamentale. È utilizzato, e nasce, prevalentemente nella fase difensiva.

Ed è nella fase difensiva di un altro sport, il calcio, che spesso, soprattutto nei calci d’angolo, vediamo utilizzato il tagliafuori. Su un calcio d’angolo contro, il difendente, in caso di marcatura a uomo sull’offendente, avrà l’obiettivo non tanto di andare a colpire la palla ma quello di non farla colpire all’offendente: una soluzione funzionale potrebbe essere quella di frapporsi con il proprio corpo tra la traiettoria della palla e il proprio offendente, impedendogli di andare agevolmente a colpire la palla, tagliandolo fuori. 

E se il tagliafuori potesse essere utilizzato anche in una situazione di gioco con palla in movimento in funzione offensiva, che nulla ha a che fare con la situazione di cattura del rimbalzo nella pallacanestro, e altrettanto con la difesa su calcio d’angolo nel calcio?

Ipotizziamo la situazione di un offendente lanciato in profondità, alle spalle della linea difensiva avversaria, con il difendente che corre insieme a lui, entrambi con l’obiettivo di arrivare prima sulla palla: il primo obiettivo dell’offendente non dev’essere quello di andare sulla palla, ma di frapporsi con il proprio corpo tra la traiettoria della palla e il proprio difendente, ottenendo così un vantaggio dall’aver tagliato fuori l’avversario da un’agevole corsa sulla palla.

Nel video di seguito, il tagliafuori nella pallacanestro ad opera di D. Howard, uno dei centri più bravi degli ultimi anni in questo fondamentale; a seguire, un tagliafuori nel calcio su calcio d’angolo contro ad opera del difendente ed uno sull’attacco della profondità ad opera dell’offendente.

Francesco Bonacci – Arezzo 09/03/1994 – Studente universitario – Video Analista Tattico certificato SICS – Collaboratore e Match Analyst U.C. Sinalunghese (Serie D) – francescobonacci94@gmail.com