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Dal modello di gioco alla strategia di gara: analisi sul Villareal

Fase di possesso palla VILLAREAL

4-4-2

  • I due difensori centrali giocano sempre in appoggio, difficilmente avanzano palla al piede per superare una linea di pressione o provocare gli avversari: prediligono passaggi laterali;

  • I due centrocampisti centrali hanno come compito quello di dare fluidità alla costruzione per far avanzare la manovra: i loro movimenti senza palla sono finalizzati a ricevere su figura e non a ricevere nello spazio;

  • I terzini spingono molto e garantiscono sempre l’ampiezza alla manovra, anche quando gli esterni di centrocampo si muovono dentro;

  • Gli esterni di centrocampo hanno il compito di muoversi tra le linee quando i terzini “conquistano” campo in avanti;

  • I due attaccanti si muovono prevalentemente in zona centrale con smarcamenti individuali e mai combinati;

  • Rinvio da fondo campo: ricerca della palla lunga in direzione di una punta;

  • In situazione di costruzione dal basso, si ricerca un gioco corto con passaggi su figura;

  • In situazione di costruzione dal basso, i due terzini si alzano e si aprono molto;

  • In situazione di costruzione dal basso, l’obiettivo è indirizzare il gioco su esterno attivando i movimenti di catena: mediano si apre, il terzino si alza, l’esterno di centrocampo viene dentro;

  • In situazione di sviluppo nella metà campo avversaria, la squadra muove palla da destra a sinistra, anche se talvolta tende a forzare la giocata anche in situazioni in cui l’avversario concede pochissimi spazi;

  • In situazione di sviluppo nella metà campo avversaria, la squadra porta molti giocatori nella metà campo avversaria

  • Area di rigore attaccata solitamente da tre giocatori

Strategia di gara in fase di possesso

Fase di non possesso del Monaco:

  1. squadra corta e compatta;

  2. squadra che lavora sulla copertura degli spazi e non sulla marcatura dell’avversario;

  3. pressing orientato ad aggreddire gli appoggi quando la palla si muove sull’esterno;

  4. poca concessione di profondità;

  5. la squadra accetta il 2c2 centrale in difesa

Aspetti da migliorare:

  1. i movimenti della catena (mediano che si apre, terzino che si alza, esterno di centrocampo che si muove dentro) non hanno facilitato la costruzione del gioco ma si sono rivelati infruttuosi;

  2. la ricerca immediata di sviluppare sugli esterni ha favorito il pressing del Monaco;

  3. la mancanza di movimenti combinati dei due attaccanti há limitato la pericolosità offensiva della squadra non riuscendo mai a sfruttare il 2c2 centrale;

  4. poco sfruttamento delle dinamiche terzino-esterno quando la squadra si trova nella metà campo avversaria;

  5. pochi sviluppi alle spalle dei centrocampisti avversari;

  6. cattivo attacco dell’area di rigore

Quali accorgimenti prendere:

  1. la costruzione del gioco deve essere finalizzata a superare CENTRALMENTE la prima pressione dei due attaccanti avversari: ciò può essere fatto abbassando un mediano sulla linea dei difensori; sfruttando la situazione di 3c2 la squadra dovrà liberare l’uscita in conduzione di un próprio giocatore (come avvenuto al minuto 13.25);

  1. lo sviluppo del gioco sugli esterni dovrà essere ricercato solo negli ultimi 40 metri, per limitare il pressing degli avversari;

  2. Evitare movimenti sul corto da parte di entrambi gli attaccanti: quando uno si muove incontro, l’altro deve allungare alle sue spalle attaccando uno spazio libero e dando ai propri compagni una soluzione di sviluppo alle spalle dell’ultima linea difensiva avversaria;

  1. Quando si apre il gioco sui terzini (come già detto è una situazione da ricercare negli ultimi 40 metri) che hanno conquistato spazio in avanti, è necessario ricercare un maggior sfruttamento delle possibili dinamiche terzino-esterno; il terzino avanza e si posiziona nello spazio di mezzo tra terzino ed esterno avversari, mentre l’esterno di muove tra le linee; quando il terzino riceve palla deve cercare di puntare il terzino avversario, per poi servire l’esterno che attacca lo spazio alle spalle di quest’ultimo; qualora invece il terzino non riesca a puntare il terzino avversario, ma venga contrastato dall’esterno avversario, l’esterno deve smarcarsi tra le linee;

  1. ricercare maggiori sviluppi in zona centrale, servendo i due esterni di centrocampo alle spalle dei centrocampisti avversari; in questo caso è fondamentale che i due attaccanti “allunghino” la difesa avversaria per dilatare gli spazi tra le linee;

  1. in situazione di cross da esterno, c’è la possibilità di attaccare l’area di rigore in parità numerica 3c3: è fondamentale che, almeno il primo attaccante, riesca ad attaccare lo spazio davanti al primo difensore

Transizione negativa

  • Dopo la perdita di palla, immediata pressione sul possessore avversario;

  • Cattiva gestione della transizione da parte della linea difensiva: in più occasioni non vi è stata lettura univoca tra scappare e aggredire l’uomo;

  • Cattiva gestione delle marcature preventive che hanno concesso ripartenze all’avversario.

Quali accorgimenti prendere:

  1. Se la prima riaggressione di centrocampisti e attaccanti viene superata dagli avversari che riescono a conquistare lo spazio tra le linee di centrocampo e difesa, la difesa predilige la copertura della profondità;

    2) Durante la fase di possesso palla, i difensori accorciano sui propri riferimenti andando in marcatura preventiva.

Fase di non possesso palla VILLAREAL

4-4-2

  • Rinvio dal fondo: chiudere le soluzioni per l’inizio gioco corto;

  • Il primo pressing viene eseguito alto: un attaccante va in pressione su un difensore centrale cercando di indirizzare su esterno, l’altro attaccante si abbassa leggermente per coprire le traiettorie di passaggio dentro il campo, l’esterno di centrocampo esce forte in pressione sul terzino, il mediano segue il próprio riferimento;

  • Quando gli avversari conquistano la metà campo del Villareal, la squadra si abbassa com tutti gli effettivi sotto la linea della palla;

  • La linea difensiva lavora sulla copertura degli spazi e non segue i movimenti sul corto degli attaccanti avversari;

  • In situazione di palla scoperta in zona centrale, con avversario che conduce, la linea predilige la copertura della profondità;
  • Con palla laterale negli ultimi 25 metri, la linea (eccetto il terzino lato palla) si muove a difesa della porta, lasciando anche eventuali marcature;

  • In area di rigore, si predilige la copertura dello spazio e la lettura delle traiettorie piuttosto che la marcatura dell’uomo;

Aspetti da migliorare:

  1. squadra troppo lunga in alcuna circostanze: concessione di troppi spazi tra le linee;

  1. troppa facilità nel concedere un cross senza pressione agli avversari;

  1. poca partecipazione dei mediani all’interno dell’area di rigore in situazione di cross avversario.

Quali accorgimenti prendere:

  1. concedere il primo possesso palla ai due difensori centrali senza andare inizialmente in aggressione; lo “start” dell’azione di pressing viene dato dal passaggio in direzione di un terzino: in quel caso l’esterno di centrocampo esce forte in aggressione, l’attaccante di parte si alza forte per chiudere il passaggio di scarico, il mediano di parte e il terzino di parte seguono i loro riferimenti, il terzino e l’esterno di centrocampo opposti stringono dentro il campo;

    così facendo la squadra riesce a rimanere più corta ed a coprire più palla, limitando lo spazio tra le linee;

  2. com palla laterale, il terzino di parte deve uscire forte in aggressione, com l’obiettivo di concedere meno spazio possibile all’avversario, in modo che questi non possa eseguire un cross libero;

  3. chiedere ai mediani di non andare a triplicare su esterno (lasciare il 2c2) e di andare a lavorare sulla copertura delle traiettorie all’interno dell’area di rigore.

Transizione positiva

  • In caso di recupero palla con la squadra avversaria non sbilanciata, l’obiettivo è la gestione del possesso palla per riorganizzare la manovra di attacco;

  • In caso di recupero palla con squadra avversaria sbilanciata in avanti, l’obiettivo è quello di cercare velocemente di andare in profondità.