La Roma è arrivata a una partita importante in ottica Champions League, come quella contro l’Inter, in un periodo non facile, sia perché si veniva dalla sosta sia perché gli ultimi risultati ma sopratutto le ultime prestazioni non sono state delle migliori.

Di Francesco ha voluto modificare il modello di gioco della sua squadra, sia per variare gli sviluppi e le giocate tipiche sia per provare ad esaltare e mettere in evidenza alcune deficienze dell’avversario di turno, l’Inter dell’ex Spalletti.

Infatti, eravamo abituati a vedere la squadra capitolina schierata con un 4-3-3 con la presenza di due esterni naturali per lato (Kolarov-Perotti a sinistra e Florenzi-El Sharaawy a destra, per esempio); e, dalla lettura delle formazioni, poteva sembrare che anche contro l’Inter l’impianto di gioco potesse essere il medesimo, con l’utilizzo di Gerson come esterno nel tridente offensivo, per altro ruolo già ricoperto dal brasiliano contro la Fiorentina.

Ma dall’inizio della partita, anche se più visibilmente dal 10’ in poi, si è notato come la squadra avesse cambiato struttura: nonostante si fosse sistemata almeno in partenza con un 4-3-3, si è subito rilevato essere un sistema asimmetrico:

Nainggolan ha giocato più dentro al campo, senza dare punti di riferimento e interscambiando molto la posizione con le due mezzali, sopratutto Gerson; la corsia di sinistra quindi, finora corsia di sviluppo preferenziale della Roma, è stata meno coinvolta nella manovra e lasciata più libera per le corse e le rifiniture di Kolarov.

Inoltre, con il prosieguo della partita, si è visto come lo sviluppo ricercato dalla Roma fosse prevalentemente un altro, ovvero la ricerca dell’uomo libero tra le linee avversarie nella zona di rifinitura prevalentemente centrale.

Nello specifico, vediamo la strategia di gara nella fase di possesso:

1) Sotto fase di costruzione, costruzione 4+1 contro 3+1 avversari:

obiettivo è superare la prima linea di pressione avversaria e attrarre 1 dei 2 centrocampisti avversari, sfruttando anche la conduzione palla dei difensori centrali.

2) Sotto fase di sviluppo laterale, apertura massima della mezzala lato palla così da attrarre un centrocampista avversario: obiettivo è aprire spazi da occupare nel centro del campo.

3) Sotto fase di sviluppo centrale, superata centralmente la prima linea di pressione avversaria le mezzali si allargano ai fianchi o alle spalle dei centrocampisti avversari: obiettivo è superare la seconda linea di pressione, cercando di:

_ dilatare le distanze tra i centrocampisti avversari;

_ occupare la zona alle spalle del centrocampista avversario uscito in pressione sul difensore centrale in conduzione.

4) Sotto fase di rifinitura, ricerca di almeno un giocatore libero tra le linee di centrocampo e difesa avversarie per superare la seconda linea di pressione e puntare frontalmente la linea difensiva avversaria;

_ Nainggolan opera da finto esterno alto di sinistra e viene dentro il campo con libertà di movimento nella zona di rifinitura;

_ Interscambio e mobilità tra Nainggolan e le mezzali (sopratutto Gerson).

Francesco Bonacci

Arezzo 09/03/1994

Studente universitario; Junior Match Analyst certificato SICS;

Collaboratore e video analista tattico Sangiovannese 1927 (Serie D girone D)

francescobonacci94@gmail.com

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