Le statistiche difensive: quale utilità? Estratto della tesi di Renato Montagnolo per il corso di Match Analysis organizzato dal Settore Tecnico della F.I.G.C.

Qui scaricabile il file completo in formato pdf: Dalla lettura dei dati all’allenamento. L’analisi del tecnico oltre l’oggettività statistica

L’ultimo tema trattato in questa tesi, mette a confronto alcune statistiche “difensive” attraverso l’analisi dei vari dati della Serie A 2017-2018.

Un aspetto che mi ha destato molta curiosità riguarda le differenze tra Juventus e Napoli nei duelli, duelli aerei, duelli tackle, contrasti (dato stats), falli (dato stats).

Questa analisi, a primo impatto, potrebbe portare ad una conclusione affrettata: per vincere un campionato è necessario vincere più duelli.

Per quanto personalmente ritenga la capacità di vincere l’1c1 determinante, sono consapevole come questi dati siano influenzati dallo stile di gioco della squadra.

Quest’ultima considerazione viene confermata dalla lettura degli stessi dati relativa a tutte le squadre del campionato di Serie A 2017/2018.

Come si può notare dalle tabelle, Roma e Juventus sono le squadre con la più alta percentuale di duelli vinti, seguite dalla Spal. In questa particolare classifica, il Napoli si trova al quintultimo posto. Discorso simile per quanto riguarda i duelli aerei, con il Cagliari al terzo posto in classifica con risultati superiori al Napoli di oltre 6 punti percentuali. Per quanto riguarda la percentuale di tackle vinti, Spal e Cagliari si trovano nei primi due posti.

Quali conclusioni trarre?

Anche nell’analisi di questo tipo di dati statistici, la capacità elaborativa dell’allenatore risulta fondamentale: il dato deve essere messo in relazione con la tattica e lo stile di gioco. Se ricerco una fase difensiva aggressiva sull’uomo, potrò sfruttare le statistiche su eventi difensivi quali duelli, duelli aerei, duelli tackle, contrasti, falli; al contrario, se la fase difensiva adottata si basa sulla copertura degli spazi, darò maggiore attenzione ad altri aspetti.

Per concludere questo paragrafo, c’è da aggiungere una considerazione molto importante: i dati non “contano” gli eventi difensivi evitati per scelte e letture che denotano intelligenza calcistica e capacità di anticipazione. Per questo motivo vanno valutati con cognizione di causa e senza ricercare conclusioni affrettate:

le persone ridimensionano le cause assenti (cose che non sono successe) e aumentano l’importanza delle cause presenti (cose che sono successe). Questo influenza anche il modo in cui pensiamo al calcio: non soltanto consideriamo più importanti i gol che la nostra squadra segna piuttosto che quelli che riesce a non subire, ma diamo più valore ai contrasti effettuati che a quelli evitati da un senso della posizione soprannaturale o dall’intelligenza calcistica dei giocatori. Intervistato dal «Guardian» Xabi Alonso si disse sorpreso che tanti giovani calciatori del Liverpool si vantassero di essere bravi nei contrasti. Per Xabi Alonso il tackle è [l’ultima] soluzione e bisogna saperlo fare, ma non è una qualità a cui aspirare, un fondamentale: il tackle è necessario per rimediare a qualche errore, non se si è fatto tutto bene1.

1D. Sally; C. Anderson, Tutti i numeri del calcio. Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato, (Italian Edition), Mondadori, Edizione del Kindle, posizioni nel Kindle 1546-1557.