Il derby di Milano ha riportato entusiasmo in casa Inter dopo l’eliminazione dall’Europa League e, soprattutto, la vittoria è valsa il momentaneo terzo posto in campionato.

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In fase di costruzione l’Inter predilige la giocata corta con i due difensori centrali che si aprono e uno dei due mediani che si abbassa. Dei due mediani si abbassa quasi sempre Brozovic che ha più qualità di palleggio rispetto a Gagliardini che rimane un po’ più alto.
Quando il Milan pressa con più uomini Handanovic, invece di giocare corto, cerca con un lancio un terzino che riceve solo. Quando calcia Handanovic preferisce cercare Asamoah ad incrociare invece che D’Ambrosio.
Vecino non si abbassa mai ma riceve sempre alto, in zona di rifinitura, alle spalle dei centrocampisti rossoneri. La posizione è risultata una mossa vincente ai fini del risultato perchè il centrocampista sudamericano è stato trovato molte volte dai compagni e ha giocato molti palloni senza pressione.
Saltata la prima pressione, tante azioni dell’Inter si sono sviluppate sull’esterno.
Sulla fascia destra Politano riceve quasi sempre largo con D’Ambrosio che si alza e si inserisce internamente; sulla fascia sinistra Perisic si smarca dentro il campo ( nell’azione del primo gol il giocatore croato ha tagliato tutto il campo) mentre Asamoah si alza rimanendo sempre largo.
Lautaro Martinez non viene quasi mai incontro ma sta alto e allunga la squadra di Gattuso.
Con palla esterna Vecino si butta nello spazio fra terzino e difensore centrale.
Quando l’Inter va al cross Gagliardini molte volte attacca l’area di rigore.

 

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