La settimana dell’analista. Se la crescita esponenziale della match analysis nel panorama calcistico italiano è un fatto ben noto e incoraggiante, merita, però, fare maggiore chiarezza sulla figura del match analyst. Infatti, il match analyst è, e dev’essere, parte integrante di uno staff tecnico: credo, infatti, che occuparsi di match analysis sia una specializzazione molto importante per chi vuole lavorare all’interno di uno staff tecnico, a prescindere dal ruolo che vi si occupi, e vuole allenare.

Autore: Francesco Bonacci, Arezzo 09/03/1994, Studente universitario, Collaboratore e Match Analyst Serie D, Video Analista Tattico certificato SICS, francescobonacci94@gmail.com

Articolo pubblicato su Tactical-Lab, n. 4/2018, periodico trimestrale cartaceo di www.allenatore.net

Alcuni estratti dell’articolo: (articolo completo scaricabile al link a fondo pagina)

Allenare in prima persona e vivere tutta la settimana insieme allo staff e alla squadra permette di sfruttare in modo proficuo la match analysis quale strumento integrativo della metodologia di allenamento. (…) Uso la formula “strumento integrativo” poiché credo che non si possa vedere e vivere il calcio solamente da dietro lo schermo di un computer, quanto piuttosto che, in questo modo, si possa averne una visione più completa. Così, si può dare maggiore continuità al proprio lavoro.

Nell’approccio alla match analysis letta in una funzione psicologica, ritengo importante seguire due criteri: equilibrio e conoscenza di chi si ha di fronte. (…) serve equilibrio per non rischiare di presentare o voler convincere i giocatori di un qualcosa non corrispondente alla realtà: ritengo, quindi, che il match analyst abbia un “margine di luce”, sia nell’analisi della propria partita sia degli avversari, di cui può servirsi nell’organizzare e presentare un video, per “pilotare l’attenzione” su alcuni aspetti.

Ritengo sia importante, specie per ciò che concerne le negatività della prestazione, darsi delle priorità: non tutto ciò che è stato fatto di sbagliato, può essere inserito nel video.

Il momento che attraversa una squadra (…) è determinante, in quanto una video analisi sulla stessa squadra, con il medesimo modello di gioco e i medesimi giocatori, potrebbe differire in ragione del momento che attraversa: ogni azione o situazione che si crea in campo, infatti, non è mai solo una questione tattica.

Cercando di portare i giocatori ad essere curiosi verso la match analysis e ad averne fiducia nelle possibilità di miglioramento che offre, si pongono le basi per poter lavorare anche individualmente.

Le partite non si vincono alla lavagna o al computer, così come gli errori non si cancellano guardando i video. Specie in categorie minori, dove i giocatori non sono spesso abituati a lavorare in questo modo, un inserimento troppo invasivo della match analysis negli allenamenti potrebbe portare più svantaggi che vantaggi.”

La settimana del match analyst: Tactical-Lab 4-2018