Estratto dell’intervento di Cristian Savoia, preparatore fisico e Load training analyst dell’ACF Fiorentina, nel convegno “Allenare la partita”.

Nel 2014 il cardiofrequenzimetro non è uno strumento utile per valutare l’intensità dell’allenamento, nonché della gara, perché il cuore non è in grado di rispondere alle forti accelerazioni e alle forti decelerazioni, alle forti intensità, non è in grado di recuperare, non è in grado di rispondere nuovamente. Quindi purtroppo noi non possiamo leggere dal cardiofrequenzimetro l’andamento della partita, che è caratterizzata da 1300 accelerazioni e decelerazioni nell’arco di 90 minuti.

Un altro aspetto molto interessante. Facendo la match analysis di molte gare della Fiorentina, ci siamo accorti che fare più potenza metabolica, percorrere maggiori distanze rispetto all’avversario non corrisponde a vincere le partite. Analizzando tutti i dati sia della Fiorentina che delle avversarie, ci siamo accorti che la distanza percorsa non è assolutamente correlata con le vittorie e con le sconfitte; allo stesso tempo, anche valutando la potenza metabolica, che tiene in considerazione anche accelerazioni e decelerazioni, non vediamo differenza tra le partite vinte e le partite perse. L’unico aspetto che abbiamo notato è che nelle partite pareggiate la potenza metabolica è sempre più alta.
C’è solo un parametro dove abbiamo trovato differenze statisticamente significative tra partite vinte e partite perse: mi riferisco ai dati che riguardano il tempo di recupero passivo, cioè il periodo in cui un giocatore decide di camminare durante la partita: nelle partite perse è maggiore del 7% rispetto a quelle vinte. Le squadre che perdono, in pratica, dedicano più tempo al recupero passivo.
Siccome con la video match analysis è possibile vedere i momenti in cui è ferma la palla, abbiamo cercato di capire quali sono le pause di gioco. In serie A si gioca per circa 58-60 minuti, ovvero la palla è ferma per mezz’ora almeno. Ma di questa mezz’ora in cui la palla è ferma, quanto tempo il giocatore decide di recuperare passivamente? Venti minuti sui trenta di pause di gioco.
Siccome abbiamo visto che chi vince recupera di meno, ci siamo studiati il recupero. Nell’arco dei sesti (ovvero partita divisa in sei parti di 15 minuti), notiamo che nelle partite perse il giocatore si prende sempre più recupero passivo.

Passiamo oltre. Guardando le partite vinte e le partite non vinte dalla Fiorentina e dalle avversarie, ci siamo accorti che la potenza metabolica è stata maggiore nelle partite non vinte, ovvero è stata fatta più intensità nelle partite perse o pareggiate.

Guardiamo qualche altro dato, diverso da quelli prettamente fisici. La Fiorentina fa statisticamente 100 passaggi in più rispetto alle avversarie ogni 45 minuti. La cosa interessante è che non ci sono differenze statisticamente significative, sotto questo aspetto, tra partite vinte e non vinte: quindi fare più possesso non è garanzia di vittoria.

Andiamo a valutare il baricentro, ovvero la media aritmetica di tutte le medie posizionali dei giocatori. Il baricentro della Fiorentina è risultato essere 52 metri. Noi vediamo che tutti gli avversari, che hanno comunque vinto, tenevano il baricentro più basso. Cosa abbiamo notato rispetto al baricentro? Quando le varie squadre si sono sbilanciate maggiormente rispetto al baricentro medio generale hanno perso.

Cosa possiamo fare quindi per dare una mano agli allenatori? Con il Gps possiamo intervenire in gara e in allenamento per capire che se alleno con la palla e faccio esercitazioni rispettando le distanze che ci sono in partita ecc, io faccio in modo che il mio terzino si allenerà dove andrà a giocare in partita. Devo riconoscere che le potenze metaboliche sono ruolo-specifiche, e ogni ruolo avrà potenze metaboliche differenti, che dipendono da quello che chiede l’allenatore.
Per concludere. Cosa significa allenare la partita? Significa avvicinarsi sempre più alle richieste dei mister, e avvicinarsi alle richieste dei mister significa allenare il gioco. Come posso allenare il gioco ottenendo risultati dal punto di vista fisico? La metodologia mi dice che conoscendo le intensità della gara, il preparatore può monitorare le proposte del mister e valutare se ha fatto potenze prossime a quelle della gara (se si è allenato 90 minuti, altrimenti devono essere maggiori). Se le proposte dell’allenatore non rispettano le potenze di gara, il preparatore deve intervenire sulle pause, influenzando l’andamento dell’allenamento in un contesto specifico.
Infine, ribadiamo: il correre di più e avere potenze metaboliche più alte non dà nessuna garanzia di risultato. Nonostante ciò, perdere ed esprimere sistematicamente potenze metaboliche più basse dell’avversario potrebbe essere un indice di scarsa condizione.