La Roma di E. Di Francesco

Primi spunti e riflessioni

Spesso tendiamo a snobbare le partite di pre-campionato, o magari ci limitiamo a conoscerne i risultati o a gustarci qualche bel gol. Accade anche, però, che le suddette partite, per vari motivi, possano essere oggetto di interesse e di analisi; come nel caso della Roma, che ha cambiato allenatore e, complice anche un cambio a livello dirigenziale, sembra voler iniziare un nuovo corso.

L’ormai ex allenatore del Sassuolo, Eusebio di Francesco, è chiamato a dare nuova linfa ai giocatori giallorossi e a integrare i nuovi, sopratutto i giovani, nell’ossatura della squadra, senza perdere di vista i risultati e il raggiungimento degli obiettivi. Un compito non certo semplice.

Come si muoverà mister Di Francesco e quali saranno le sue proposte di gioco?

Vediamo in tal senso quali indicazioni ci forniscono le prime uscite della squadra capitolina e le peculiarità che potrebbero costituirne l’ identità e lo stile di gioco.

Fase di possesso

Fase di costruzione

La Roma predilige un’uscita palla a terra dalla difesa, garantita da:

1) Coinvolgimento attivo del portiere

2) Difensori centrali aperti, terzini in ampiezza per garantire la progressione della manovra sugli esterni;

3) Appoggio del centrocampista centrale per favorire l’uscita della palla.

Primo obiettivo è uscire dal terzo di campo basso attraverso il cent. Centrale ( De Rossi ) per poi giocare nella metà campo avversaria e favorire la salita della linea difensiva al fine di non perdere compattezza tra i reparti; alternativamente, si sviluppa il gioco nei corridoi esterni.

In caso di pressing avversario? Possibile soluzione, utilizzata in questo caso contro il pressing uomo vs uomo della Juventus, è la ricerca del terzo uomo attraverso la giocata palla avanti-palla dietro per poi sviluppare fronte avversario.

Fase di sviluppo

Partecipazione di tutti gli effettivi, arriva a portare 8/10 dei giocatori di movimento nel terzo di campo alto.

1) Attacco sia in ampiezza che in profondità; la prima è garantita dalla presenza degli esterni o, tramite interscambi di posizione, delle mezzali oppure, se si è nel terzo di campo alto, anche dai terzini che accompagnano entrambi l’azione; la seconda è garantita dagli attacchi alla linea degli attaccanti ma anche delle mezzali;

2) Esterni tagliano internamente per occupare gli spazi di mezzo e ricevere ( più Perotti di Defrel, sopratutto a metà campo; asimmetria), funzionale a ciò è il movimento ad allungare la linea dif. avversaria dell’att.centrale o dell’altro esterno e il movimento ad aprirsi e a scambiarsi delle mezzali;

3) In alternativa si va per corsie esterne tramite combinazioni tra le catene laterali per cercare un cross o un traversone e attaccare l’area in un numero consistente di giocatori.

Fase di non possesso

Difesa nella metà campo difensiva

La Roma si schiera con un blocco difensivo a metà campo, impiegando tutti gli effettivi nell’attuare una difesa a uomo nella zona aggressiva; mantiene poca distanza tra i reparti (20-25m tra Dzeko e la linea difensiva), predilige l’occupazione della zona centrale del campo lasciando libere, in caso di palla centrale, le corsie esterne, e, in caso di palla laterale, il lato debole; attua un pressing a zona quando il giro palla avversario vada ai lati, aggredendo il ricevente e i riferimenti avversari ( spesso erroneamente per errate letture e mancanza di coordinazione tra i giocatori );

I centrocampisti seguono i movimenti avversari alle proprio spalle, tranne il caso in cui il movimento avversario sia assorbito dal difensore;

I difensori seguono i movimenti sul corto dell’avversario fino a che non vanno oltre la linea dei centrocampisti;

Volontà di mantenere corta la squadra, elastico difensivo su lettura di palla coperta/scoperta, attuazione del fuorigioco;

Con palla laterale nel terzo di campo basso il terzino di parte deve aggredire il portatore di palla e il resto della linea difensiva scappa a difesa della porta.

Possibili problematiche derivanti dall’attuazione di tali principi di gioco in fdnp

Vediamo nello specifico due situazioni di difficile lettura che possono mettere in crisi la difesa a zona,nello specifico il pressing a zona, portato con le mezzali che tendono ad uscire in avanti sui riferimenti avversari e a non seguire i movimenti avversari nella loro zona, spesso alle loro spalle.