L’attacco alla profondità degli attaccanti del Milan – di F. Montagnolo

La squadra di Mister Pioli da un anno sta sorprendendo tutti, partita dopo partita. Molti scettici a inizio stagione affermavano che il “filotto positivo” dei rossoneri sarebbe terminato in seguito all’assenza di Ibrahimovic. Il Milan di Pioli invece anche in questo periodo ha continuato a vincere.
Attualmente è primo in classifica e ha vinto anche lo scontro diretto di andata con l’Inter.

Il primato in classifica è frutto di:

  • organizzazione societaria, dopo anni in cui ha regnato la confusione
  • della guida di Mister Pioli, che col suo staff si è conquistato la permanenza sulla panchina del Milan con i risultati della stagione 2019/2020
  • di una squadra costruita da molti giovani e alcuni giocatori esperti come Ibrahimovic che hanno portato la giusta mentalità.

Il Milan è sempre molto organizzato e gioca un calcio semplice.
In fase di non possesso la squadra rossonera effettua un pressing che si orienta sull’uomo. I giocatori di Pioli non marcano a uomo per tutto il campo ma la fase difensiva del Milan prevede anche coperture e scalate.

In fase di possesso la squadra viene schierata sempre con il sistema 4-2-3-1.
In costruzione viene utilizzato molto il portiere. L’obiettivo è attirare gli avversari per poi verticalizzare velocemente. I due mediani del Milan giocano molto in verticale e non effettuano molte rotazioni.

I quattro attaccanti si adattano principalmente ai movimenti di Zlatan Ibrahimovic che quando gioca spesso cerca la palla sui piedi per poi servire i compagni in profondità. Quando l’attaccante svedese è assente, è il trequartista centrale (Chalanoglu o Diaz) che riceve palla fra le linee per poi servire i 3 attaccanti nello spazio.
I 2 esterni non vengono molto dentro il campo ma occupano quasi sempre l’ampiezza massima.

Vediamo adesso quale è stata la strategia tattica contro il Cagliari di Di Francesco e soprattutto come i 4 giocatori offensivi del Milan hanno attaccato la profondità.

Durante il pressing alto il Cagliari era sempre in inferiorità e spesso i giocatori che si alzavano in pressione correvano a vuoto. Quando la palla arrivava ad un terzino che riusciva a controllare in avanti senza una pressione forte, effettuava un attacco diretto. Il terzino del Milan infatti effettuava un lancio nello spazio e gli attaccanti del Milan attaccavano la profondità. Proprio da questa situazione è scaturito il secondo gol di Ibrahimovic.

 

 

FEDERICO MONTAGNOLO
federicomontagnolo@gmail.com
Allenatore Uefa B
Match analyst professionista FIGC