Pressing: teoria ed esercitazioni sul campo di Renato Montagnolo (1990)

Negli ultimi anni è aumentato considerevolmente il numero squadre che cerca di riconquistare palla a partire dall’area di rigore avversaria (basti pensare alla semifinale di Champions League tra Barcellona e Bayern Monaco).

Questo sviluppo di tattica collettiva è definito pressing ultraoffensivo (o pressing alto, la denominazione dipende dalla zona in cui viene attuata questa tipologia di azione relativa alla fase di non possesso).

Prima di tutto è necessario fare chiarezza. Che cosa si intende per pressing?
Il pressing è uno sviluppo della tattica collettiva della fase di non possesso attraverso il quale una squadra si pone l’obiettivo di riconquistare la palla con l’azione coordinata di due o più giocatori.
Quali sono le prerogative più evidenti?
1) restringere spazio e tempo al possessore di palla (pressione) con uno o più uomini;
2) non concedere possibilità di collegamento tra il possessore di palla e i suoi compagni di squadra;
3) limitare la profondità di gioco per la squadra avversaria favorendo l’attuazione di una ulteriore strategia tattica della fase di non possesso per la conquista della palla: il fuorigioco; quest’ultimo, inteso come riduzione spaziale della profondità di gioco all’avversario, è un’integrazione al pressing che limita le possibilità dell’avversario di utilizzare il lancio verticale o il passaggio alle spalle dei difensori.

Il pressing è uno scalare in avanti in direzione della palla.
In sintesi è necessario ridurre alla squadra avversaria i tempi per pensare ed agire, in modo da limitare la quantità delle soluzioni al portatore di palla. Creando densità razionalizzata, i difendenti concedono poco spazio utilizzabile dagli avversari, aumentando esponenzialmente le possibilità di recupero palla.

Quali sono gli obiettivi principali del pressing, quindi? Limitare tempo e spazio sia all’avversario in possesso di palla sia ai suoi appoggi, al fine di riconquistare la palla o di ritardare l’eventuale azione di contrattacco degli avversari (transizione negativa).

Perché fare pressing?
Aspetti pratici:
– consapevolezza che una buona organizzazione difensiva può trasformare un’azione di questo tipo in una grande opportunità offensiva dovuta al fatto di poter creare superiorità numerica in zona palla, il che permette più facili ripartenze e maggiori possibilità di successo (è utile ricordare che un elevato numero di goal nasce da palla recuperata con azione di pressing nella metà campo avversaria e rapida transizione positiva);
– favorire l’insorgere di una sorta di disagio psicologico nell’avversario, che si appresta ad affrontare una squadra organizzata al «pressing»; questo limita la tranquillità di gioco dell’avversario che saprà di essere attaccato non appena entrerà in possesso di palla e vedrà ulteriormente ridotta la sua libertà di movimento;
– limitazione spazio-temporale dal punto di vista tecnico – su quei giocatori meno dotati tecnicamente e/o sugli eventuali errori che gli avversari possono commettere – e tattico – perché la squadra avversaria non sempre riesce ad esprimere il gioco per cui si allena settimanalmente.
Aspetti psicologici:
– essere protagonisti del gioco, conservando il più a lungo possibile la gestione della palla, riappropriandosene il più velocemente possibile quando questa è in possesso dell’avversario;
– emerge la volontà di fare un calcio attivo anche in fase di non possesso di palla;
– tale filosofia di gioco implica obbligatoriamente la costruzione di una mentalità vincente nel gruppo, rafforzando la consapevolezza di poter incidere sul risultato del campo.

Come fare pressing? Sono necessari:
1.Equilibrio tattico
2.Conoscenza dei compiti
3.Sincronia di movimento
4.Pressione sulla palla

Equilibrio tattico:
– la squadra non si deve sbilanciare, deve esserci un dialogo tattico tra i giocatori di un reparto e di reparti collegati;
– i giocatori devono essere a conoscenza delle traiettorie di passaggio e della posizione degli appoggi da attaccare, individuando l’avversario su cui agire nel preciso momento in cui l’autore della pressione sul possesso di palla dà l’input al pressing;
– la squadra deve rimanere corta e stretta, avendo come riferimento la palla, la porta, lo spazio dove avviene l’azione difensiva, i compagni e gli avversari.

Conoscenza dei compiti:
– la conoscenza dei compiti ci riporta all’attuazione del pressing in relazione ai livelli delle zone di campo (ultraoffensivo, offensivo, difensivo);
– la conoscenza dei compiti è determinante affinché l’azione collettiva abbia successo perché, è solo sfruttando il disagio che un giocatore può arrecare al possesso palla avversario che si può rendere vincente l’azione combinata;
– nell’esercizio di realizzare i vari «inviti» per finalizzare l’azione di pressing, sarà sempre il giocatore più vicino alla palla a determinare l’input alla partenza del pressing stesso e di conseguenza tutti i giocatori dovranno essere a conoscenza del segnale;

Pressione sulla palla:
– la pressione sulla palla è un’azione individuale (si parla di pressione come azione difensiva collettiva organizzata quando, a differenza del pressing, ci si posiziona per togliere le linee di passaggi filtranti più che chiudere le linee di passaggio agli appoggi e gli appoggi stessi del possessore di palla);
– per quanto riguarda la pressione sulla palla è importante far prendere coscienza ai giocatori che questa azione sul portatore di palla, oltre ad essere l’input al pressing, esercita una grossa limitazione psicologica sullo stesso portatore avversario;
– la pressione sulla palla deve impedire l’avanzamento dell’avversario, non obbligatoriamente deve realizzarsi con il recupero della palla, ma deve fare in modo che lo stesso «rubar palla» venga facilitato al resto della squadra;
– la pressione sulla palla deve essere effettuata alla massima intensità perché possa permettere il conseguimento degli obiettivi prefissati.

Per concludere la parte teorica, è necessario sottolineare l’importanza del portiere durante questo sviluppo di gioco: il portiere deve partecipare all’azione dei compagni, scalando in avanti, in modo da coprire lo spazio alle spalle della linea difensiva e limitare lo spazio in profondità per gli avversari.

Esercitazioni

Esercitazione 1

Obiettivo: stringere gli spazi per chiudere le linee di passaggio interne, creare superiorità numerica in zona palla

pressing 1

  • In uno spazio delimitato come in figura, si gioca un 7c3 (ma anche un 8c3 o 9c3)

  • L’obiettivo dei rossi è mantenere il possesso palla: ottengono 1 punto dopo sette passaggi ed ogni qualvolta riescono a far passare la palla tra due giocatori gialli

  • L’obiettivo dei gialli è recuperare palla e totalizzare tre passaggi per consolidare il possesso (in questo modo si allena la transizione positiva) e ottenere 3 punti
  • Quando perdono palla, i rossi devono subito effettuare una pressione aggressiva in zona palla per impedire agli avversari di consolidare il possesso (in questo modo si allena il pressing durante la transizione negativa)

Varianti:

1) I gialli, dopo aver recuperato palla, devono condurre la stessa all’esterno dello spazio delimitato

2) I gialli, dopo aver recuperato palla, devono segnare in una delle quattro porticine che vengono posizionate all’esterno di ogni lato del campo

 

Esercitazione 2

Obiettivo: pressing totale e aggressivo

pressing 2

  • In uno spazio delimitato come in figura, si affrontano due squadre con i rispettivi portieri

  • L’obiettivo delle due squadre è far arrivare palla al proprio portiere che si può muovere, e che deve fermare il pallone con le mani (sia in raccolta, sia in presa alta, sia in tuffo laterale), all’interno dello spazio delimitato: in questo modo si ottiene 1 punto; l’altro obiettivo è quello di totalizzare sei passaggi: in questo modo si ottengono 2 punti

  • Con la regola dei sei passaggi, si costringe la squadra che difende ad andare in costante pressing sugli avversari di movimento, evitando che si posizionino davanti al portiere
  • Quando una squadra ottiene il punto, riparte con il possesso palla ricevendo il pallone dal portiere avversario
  • Questa esercitazione costringe le squadre ad andare in pressione continua sul possessore di palla e in chiusura degli appoggi: infatti se chi ha la palla ha tempo di gioco, può facilmente realizzare un punto, trasmettendo palla aerea o rasoterra al proprio portiere (quindi pressione); ma la stessa cosa può essere fatta da un compagno che riceve palla (quindi chiusura sugli appoggi, ovvero pressing).

 

Esercitazione 3

Obiettivo: pressing ultraoffensivo con i reparti di centrocampo e attacco

pressing 3

  • In un campo delimitato come in figura, si affrontano due squadre: i gialli sono composti dai reparti di centrocampo e attacco (nel nostro caso 3+3), i rossi sono composti dai reparti di difesa e centrocampo (nel nostro caso 1+4+3)

  • L’obiettivo della squadra gialla è riconquistare palla nelle trequarti campo avversaria: conquistato il possesso i gialli avranno 4 secondi per andare alla conclusione; saranno affrontati solo dai quattro difensori che non possono entrare dentro l’area di rigore (si impedisce così ai difensori di chiudersi all’interno dei 16 metri)

  • Se i gialli riconquistano palla dietro la linea della trequarti, otterranno punto totalizzando sette passaggi: si stimola in questo modo i difensori e i centrocampisti a scalare in avanti ed andare in pressing dopo aver perso palla
  • L’obiettivo della squadra rossa è andare alla conclusione in una delle tre porticine dopo aver superato la linea di trequarti campo

  • La squadra gialla dovrà cercare di indirizzare il gioco avversario sugli esterni del campo, zona dove non sono posizionate porticine

  • In questa esercitazione l’allenatore deve dare indicazioni specifiche e compiti determinati ai propri giocatori: dall’immagine si vede che l’attaccante centrale copre la linea di passaggio tra i due difensori centrali, l’attaccante esterno lascia la giocata libera per il terzino preparandosi ad andare in pressione forte, l’attaccante esterno opposto va in chiusura sul mediano basso, l’interno sinistro va in chiusura sull’interno avversario, mediano e interno destro coprono le linee di passaggio per i giocatori della fascia opposta; le indicazioni e i compiti devono prevedere l’ottimizzazione della contrapposizione tattica all’avversario: devono essere stabilite le scalate collettive per contrapporsi all’avversario quando la palla è in possesso di un difensore centrale, di un terzino, dei centrocampisti

 

Partita a tema

Obiettivo: pressing ultraoffensivo

pressing 4

  • In un campo delimitato come in figura, si affrontano due squadre

  • L’obiettivo delle due squadre è recuperare palla nei 35 metri che separano la linea di porta dalla linea di trequarti: conquistata palla in quella zona di campo la squadra avrà 4 secondi per andare alla conclusione; sarà affrontata solo dai quattro difensori avversari che non possono entrare dentro l’area di rigore (si impedisce così ai difensori di chiudersi all’interno dei 16 metri)

  • Ogni qualvolta la palla esce dal campo si riparte dal portiere della squadra avversaria che sarà costretto a giocare corto (palla uscita su esterno per ultimo tocco dei gialli, non si riparte con fallo laterale per i rossi ma con rimessa da fondo campo per i gialli)

  • La palla deve essere portata fuori dai 35 metri solo attraverso passaggi radenti o attraverso una conduzione palla

La partita a tema può essere sfruttare per sviluppare più principi: si consiglia di non limitare la proposta ad un unico obiettivo relativo alla fase di non possesso, in quanto è preferibile aggiungere anche un obiettivo per la fase di possesso.

 

Indicazioni generali

– Pressare significa avvicinarsi il più possibile all’avversario per togliere tempo e spazio di giocata, ma è fondamentale far presente che, durante la fase di pressing, è fondamentale non farsi dribblare; per evitare di essere saltati e per alterare tempo e spazio di giocata all’avversario, può essere utile fintare l’intervento di entrata sulla palla
– E’ necessario sapersi avvicinare velocemente, ma ancora di più è fondamentale sapersi fermare con i tempi giusti (la distanza deve essere quantificata dal difendente che deve leggere la situazione); non bisogna solo correre velocemente, ma bisogna correre con cognizione e consapevolezza (senza farsi prendere dalla foga di conquistare palla); è fondamentale saper pazientare in attesa di un eventuale intervento sicuro
– Mai affrontare l’avversario in divaricata laterale (a gambe “larghe” e frontalmente): in questo caso si rischia la legge del “tutto o niente”, molto pericolosa per un difendente: o si prende palla, o si è saltati, o si commette un fallo

 

Nota finale

L’azione di pressing non sempre potrà essere efficace. Per questo motivo l’allenatore dovrà pensare anche il comportamento che la squadra dovrà tenere nel momento in cui l’avversario riesce a saltare le nostre linee difensive. Occorre in tal caso valutare se proseguire nell’azione aggressiva oppure se abbandonare il proprio intento ripiegando celermente nella nostra metà campo cercando di limitare i danni, con la linea difensiva che scappa all’indietro temporeggiando e togliendo la profondità alle punte rivali.
Si può prevedere un cambiamento di atteggiamento se viene saltata la prima linea difensiva o se vengono saltate la prima e la seconda: senza dubbio è necessario che l’allenatore assegni anche questo tipo di compito ai giocatori della squadra.

 

a cura di Renato Montagnolo
08/01/1990
Allenatore Uefa B
Allenatore juniores nazionali
Collaboratore tecnico serie D
renato.montagnolo90@gmail.com

 

Bibliografia

– Slides delle lezioni di “Tecnica e Tattica Calcistica” del corso Allenatore di Base Uefa B

– F. Ferrari, “Elementi di tattica calcistica. Analisi e riflessioni sull’organizzazione difensiva e sistemi di gioco”, Vol. I, Correre, Milano 2006