Preparazione precampionato (primi 14 giorni): tesi di Vincenzo Montella per il corso Allenatore Professionista Uefa Pro 2010-2011

 

“Molti hanno la convinzione che al periodo precampionato debba corrispondere un tipo di preparazione
particolare, avente come prerogativa quella di fornire l’energia necessaria per conservare la forma sportiva per
tutto, o quasi, il campionato. In realtà la preparazione precampionato è utile per adattare i giocatori solo a
sostenere la quantità e la densità degli stimoli tecnico-tattici e fisici che saranno proposti all’inizio del periodo
seguente. Il rendimento della squadra nei mesi successivi dipenderà prioritariamente dal lavoro fatto eseguire
quotidianamente nel periodo di campionato. L’uomo per sua natura, si comporta semplicemente come tutti gli
altri organismi: se viene sollecitato, risponde adattandosi per sopportare maggiori esigenze, mentre, se non viene
sollecitato, tende a deadattarsi. In questa delicata fase dove i giocatori sono affaticati, per l’ancora insufficiente
capacità di recupero, sussiste un rischio reale di lesioni muscolari. Nei primi giorni di raduno perciò, potrebbero
essere inserite, con più frequenza, le mezze giornate di riposo e solo nella seconda fase del periodo precampionato
le sedute bi-giornaliere dovrebbero diventare una prassi. Una particolare attenzione va pure dedicata
alla progressività del carico, oltre che nelle proposte fisico atletiche, anche in quelle prettamente tecnico-tattiche.
A questo proposito possiamo fare degli esempi pratici: – l’intensità nel gesto del tiro o di un lungo passaggio,
può mettere a rischio l’incolumità della muscolatura anteriore e posteriore della coscia (del muscolo retto
femorale) così come, – l’impegno troppo elevato in una partitella di esercitazione può determinare un
sovraccarico funzionale ai muscoli adduttori dell’arto inferiore che, inseriti sull’osso pubico, sono responsabili
delle numerosi azioni attraverso le quali il giocatore impatta la palla con l’interno del piede. Ecco perché le
esercitazioni proposte devono rispettare un principio di progressione crescente del carico che tenga conto della
reale risposta di adattamento dell’organismo. […]

Rispetto ai modelli di preparazione usualmente impiegati, si nota chiaramente un differente approccio
metodologico nelle due settimane proposte, sia per quanto riguarda i giorni di recupero inseriti, sia per la
scelta dei mezzi utilizzati sin da subito. Il fatto di non aver programmato la preparazione riempiendo i serbatoi
dei giocatori separatamente partendo dapprima dal materiale aerobico, seguito da quello lattacido ed infine da
quello alattacido (struttura dell’allenamento a blocchi) può creare più di qualche perplessità, ma ci si
dimentica, per vari motivi, che l’uomo impara ed agisce come un organismo integrato e non assemblato.
Questo significa che tutto quello che io divido (blocchi) durante l’allenamento nella speranza di ricongiungerlo
alla fine del periodo allenante, non avrà in realtà un “transfer” nella partita, poiché il giocatore apprende
solamente quando l’esercitazione ripropone le stesse problematiche tecniche, tattico-cognitive e fisiologiche
che deve affrontare durante la partita. E’ importante sapere che se si compiono due gesti molto simili ma con
finalità diverse, anche se “parti”del movimento sono uguali, tutta la sequenza di attivazione si realizza in
neuroni diversi. Quindi quando si insegna ad esempio un gesto tecnico in un contesto avulso dalla realtà di
gioco, “imparano” ad attivarsi dei neuroni che poi non saranno operanti in fase agonistica e questo vale per
qualsiasi attività, dalla tattica alla corsa fisica; questo ci fa capire come l’attività neuronale (ricordiamo che il
muscolo si muove grazie al neurone che manda l’impulso) risulta essere specifica non dell’azione che
svolgiamo, ma dalla finalità, ovvero dall’intenzione che sollecita l’azione stessa. Tutto questo spiega il perché
si inizi immediatamente ad operare in un contesto globale di lavoro, dove si dovrà ovviamente tenere conto dei
principi basilari di progressività del carico e di ciclicità degli stessi. Entrando nel particolare della sequenza
didattica nelle esercitazioni tecnico-tattiche proposte, non si è tenuto conto del livello di conoscenza dei
singoli, per cui, qualora durante lo svolgimento del lavoro si presentassero delle lacune particolari, le
esercitazioni proposte subiranno delle variazioni per creare una sequenza adeguata a quelle che sono le
conoscenze attuali del gruppo. In tutto questo rimane di estrema importanza riuscire a valutare il carico fisico
che ogni proposta presenta, rispettando sempre i principi di progressività ed incremento del lavoro. Gli
esercizi generali che troviamo inseriti nel periodo preparatorio (palestra e corsa Gacon) sono in realtà lavori di
prevenzione e preparazione a quella che dovrà essere l’intensità che si intenderà mantenere durante il periodo
agonistico attraverso le esercitazioni tecnico-tattiche”.

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