Le palle inattive: quanto sono determinanti? Estratto della tesi di Renato Montagnolo per il corso di Match Analysis organizzato dal Settore Tecnico della F.I.G.C.

Qui scaricabile il file completo in formato pdf: Dalla lettura dei dati all’allenamento. L’analisi del tecnico oltre l’oggettività statistica

Il secondo tema su cui mi sono voluto concentrare in questa tesi riguarda l’analisi dell’incidenza delle palle inattive sui gol totali realizzati da una squadra.

Anche in questo caso, per capire se le palle inattive sono davvero determinanti quanto si sente spesso dire, mi affido inizialmente al testo Tutti i numeri del calcio:

Con l’aiuto dei dati di StatDNA abbiamo esaminato le conseguenze dei calci d’angolo in 134 partite di Premier League della stagione 2010-2011, per un totale di 1434 corner. Ci aspettavamo la conferma che il corner porta al tiro e che il tiro porta al gol; che il corner, insomma, dovrebbe portare al gol. Un certo grado di discontinuità ce lo aspettavamo, perché non tutti i corner portano a un tiro: a badare che non succeda ci sono i difensori che fanno muro. Tanto basta a rendere poco probabile che il 100 per cento dei calci d’angolo porti al tiro. Quello che non ci aspettavamo, però, era di scoprire che la proporzione è soltanto del 20,5 per cento. Soltanto un corner su cinque frutta un tiro in porta. O, per metterla in un’altra maniera, quattro su cinque non portano al tiro. 13 La discrepanza aumenta se poi verifichiamo quanti tiri nati da calcio d’angolo portano al gol: soltanto una volta su nove si finisce con una squadra che festeggia e l’altra che torna a testa bassa a centrocampo. Mettiamola in un altro modo: l’ 89 per cento dei tiri in porta nati da calcio d’angolo va sprecato. In termini concreti questo cosa comporta? Se combiniamo la probabilità che da un corner nasca un tiro in porta con la probabilità che uno di questi tiri mandi il pallone in rete, i dati dimostrano che in media un calcio d’angolo frutta circa 0,022 gol o, più semplicemente, che una squadra di Premier League segna su calcio d’angolo in media una volta ogni dieci partite. Non c’è da meravigliarsi, quindi, dello sconcerto di Mourinho per il boato dei tifosi che festeggiano un calcio d’angolo. Non c’è da meravigliarsi che il Barcellona, grande nemesi del Chelsea, e la Spagna, per un decennio la miglior nazionale in assoluto, si siano quasi volute sbarazzare del calcio d’angolo come lo conosciamo e preferiscano sfruttarlo come opportunità per mantenere il possesso palla anziché crossare direttamente in area. I calci d’angolo non valgono quasi nulla; considerato il rischio di farsi prendere in contropiede, con i difensori centrali alla deriva nell’area avversaria, il loro valore in termini di differenza reti è vicina allo zero1.

A supporto del testo sopracitato, riporto uno stralcio di un’intervista di José Mourinho rilasciata alla rivista del Settore tecnico nel 2005:

Tutti dicono che sono le palle inattive a far vincere le partite; penso invece che “les transitions” siano più importanti”2.

Partendo da questi assunti, ho voluto calcolare l’incidenza dei gol realizzati nel campionato di Serie A 2017-2018 da punizione indiretta, calcio d’angolo, rimessa laterale (escludendo rigori e punizioni dirette) sul numero totale dei gol.

Numero dei gol realizzati e delle palle inattive battute durante il campionato di Serie A 2017/2018

Numero dei gol realizzati da palle inattive battute durante il campionato di Serie A 2017/2018

Percentuale di gol su ogni palla inattiva

Incidenza delle palle inattive sul totale dei gol realizzati durante il campionato di Serie A 2017/2018

Come risulta dall’ultima tabella, l’incidenza media delle palle inattive è di circa il 21 %.

Dato sicuramente interessante e corposo ma inferiore ai valori che spesso vengono presi in considerazione e che tengono conto dei gol realizzati su rigore e su punizione diretta.

Altri dati interessanti sono quelli relativi alla percentuale di trasformazione in gol di ogni evento di palla inattiva: la media del campionato si attesta tra il 3,22% delle punizioni centrali e il 4,02% delle punizioni laterali.

Quest’analisi, a mio avviso, dimostra come le palle inattive risultano importanti non tanto come singolo evento, ma come conseguenza del numero totale degli eventi; in altre parole, se in media realizzo un gol ogni 30 calci d’angolo, più ne batto maggiore sarà la possibilità di realizzare un gol.

Questa considerazione viene confermata dagli autori di Tutti i numeri sul calcio:

Nonostante, a volte, le squadre di Mourinho sembrino affidarsi un po’ troppo ai calci piazzati (considerato poi quanto costa ottenerli), il portoghese ci è parso quantomeno perplesso dalla passione nell’esultanza dei tifosi di una delle sue patrie calcistiche quando i loro giocatori guadagnavano un corner. «D’altronde, in quanti Paesi si applaude a un corner così come a un gol?» è una delle sue memorabili domande. «Uno solo. L’Inghilterra.» Ha ragione: in Premier League e in Football League il corner è considerato praticamente la cosa più bella dopo il gol. I tifosi lo festeggiano con entusiasmo sfacciato, si sgolano nella certezza che finalmente la svolta sia vicina. E perché no? Dopotutto basta guardare il carosello dei gol su «Match of the Day» per convincersi che sia un calcio piazzato redditizio. O no? Be’, a quanto pare no. I dati dimostrano che corner e tiri in porta vanno di pari passo – chi più tira guadagna più angoli e viceversa – come si vede nel grafico che analizza dieci stagioni di Premier League. Tuttavia, le squadre che tirano di più e ottengono più calci d’angolo non sono quelle che segnano di più. Il totale dei gol segnati non aumenta con i calci d’angolo ottenuti. La correlazione è grosso modo pari a zero3.

Soffermandomi su questo dato, quindi, ho elaborato una mia considerazione: nel momento in cui l’allenatore lavora durante la settimana sulle palle inattive, più che concentrarsi su schemi particolari, è a mio avviso consigliabile lavorare sulla qualità del cross/passaggio da fermo e sull’attacco con i tempi giusti di determinate zone.

Per concludere questo paragrafo sulle palle inattive, voglio sottolineare un ulteriore dato molto interessante: calcolando l’incidenza sui gol totali da palla inattive (escludendo nuovamente punizioni dirette e rigore) tra le prime sei in classifica e le ultime sei si nota come per le squadre posizionatesi nei primi sei posti in classifica i gol da palla inattiva abbiano un’incidenza inferiore rispetto alla media (tutte eccetto l’Inter).

Allo stesso tempo, 4 delle 6 squadre posizionatesi in fondo alla classifica del campionato si attestano con valori ben sopra la media, da 25,6% al 30,3%.

Questo dato può darci un ulteriore informazione: chi vuole ottenere una salvezza, vista la minor quantità di gol realizzati rispetto alle concorrenti più accreditate, dovrà lavorare per essere il più incisivo possibile sulle palle inattive.

1D. Sally; C. Anderson, Tutti i numeri del calcio. Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato, (Italian Edition), Mondadori, Edizione del Kindle, posizioni nel Kindle 338-358.

2http://www.settoretecnico.figc.it/allegati/03_2005.pdf

3D. Sally; C. Anderson, Tutti i numeri del calcio. Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato, (Italian Edition), Mondadori, Edizione del Kindle, posizioni nel Kindle 327-338.