Palla coperta e palla scoperta: riflessioni di Gianmarco Ievoli + VIDEO

Un principio di gioco inerente la fase difensiva che a mio parere merita di essere approfondito riguarda il comportamento della fase difensiva di squadra in base alla posizione del pallone e che quindi esso sia coperto o scoperto.
Come vedremo riuscire a mantenere la palla coperta per quanto più tempo possibile durante la fase di possessso avversaria implica una serie di vantaggi per tutta la fase difensiva di squadra; allo stesso tempo il tentativo di attuare questo piano difensivo porta con sé una serie di rischi.

Occore inizialmente specificare che la palla è coperta quando l’avversario che ne è in possesso è impossibilitato nel giocare in avanti, specialmente in profondità, e tale condizione si verifica più specificatamente quando:

  • l’avversario è affrontato e non ha linea di passaggio pulite in avanti
  • l’avversario riceve con spalle girate verso la propria palla
  • la palla è giocata all’indietro
  • la palla è in aria
  • l’avversario esegue un controllo poco pulito o impreciso che non gli consente di guardare e giocare in avanti
  • la palla è in movimento per un passaggio lento e/o lungo e quindi impiega molto tempo per arrivare.

Quando la palla è coperta si presentano una serie di notevoli vantaggi che ora cercherò di elencare e spiegare:

le distanze tra i reparti si accorciano in avanti/accorcio il campo in avanti: il fatto che la palla sia coperta da modo all’ultima linea difensiva di risalire il campo in avanti non dovendosi preoccupare di giocate in profondità, ciò consente di accorciare le distanze con il reparto dei centrocampisti concedendo meno spazio per ricezioni pulite tra le linee.

Nel caso in cui la palla sia scoperta e la linea difensiva si trovi attaccata con movimenti e giocate in profondità deve coprire lo spazio alle spalle concedendo quindi spazio rispetto al reparto dei centrocampisti dove gli avversari possono andare a giocare in superiorità posizionale; per limitare ciò nel momento in cui la palla diventa scoperta e la linea difensiva copre la profondità i centrocampisti devono correre anch’essi all’indietro, lavorando sull’intercetto, accorciando le distanze con l’ultima linea verso la propria porta; togliendo spazi tra le linee ma concedendo campo agli avversari.

E’ evidente quindi che nel momento in cui riesco a tenere la palla coperta accorcio il campo in avanti, le distanze tra i reparti sia accorciano verso la porta da attaccare, quando la palla è scoperta accorcio il campo all’indietro, le distanze tra i reparti sono accorciate verso la porta da difendere.

  • c’è una maggiore aggressività sulle ricezioni avversarie, posso rompere i reparti anche in anticipo: se la palla è coperta l’avversario ha come unica soluzione una giocata sul corto, di conseguenza come abbiamo detto le linee di copertura possono prendere più campo in avanti ed essere più aggressive sulle successive ricezioni, mantenendo costantemente la palla coperta
  • posso lavorare meno in funzione dell’avversario e più in funzione dello spazio: se la palla è coperta determinate soluzioni di gioco sopra la linea-palla vengono automaticamente escluse per cui le marcature possono essere abbandonate per guadagnare campo e ripristinare una corretta occupazione dello campo da difendere.
  • ci sono molte più corse in avanti: se la palla è coperta non devo preoccuparmi di coprire la profondità, di correre via con il mio avversario ma posso guadagnare campo in avanti rimanendo aggressivo sulle ricezioni corte, i centrocampisti non correranno più all’indietro per ripristinare la distanza con l’ultima linea ma saranno aggressivi sulle successive ricezione corte in avanti; gli avversari saranno impossibilitati nel lanciare la palla direttamente ai fianchi o alle spalle dell’ultima linea e ciò risparmierà altre corse all’indietro.
  • posso recuperare molti più palloni nella metà campo avversaria: conseguenza di quanto detto fino ad ora è che la squadra non perderà campo, difenderà con molto spazio alle spalle ma l’abilità nel mantenere il pallone coperto lo renderà inaccessibile agli avversari, non perdendo campo e mantenendo l’aggressività necessaria nel coprire la palla e quindi togliere tempo e spazio ad ogni avversario in possessso farà sì che vengano recuperati molti più palloni in avanti e vicino alla porta avversaria più che alla propria porta.
  • Per organizzare una squadra che ponga come obiettivo della propria fase difensiva un mantenimento costante del pallone coperto occorre lavorare su aspetti e principi globali e individuali che vadano in questa direzione.

Si parte sicuramente da una fase di prima pressione che deve prevedere che essa sia ultraoffensiva, i primi difendenti a mantenere il pallone coperto devono essere gli attaccanti e lo devono fare fin dalle prime giocate in costruzione avversaria, successivamente anche gli altri reparti correranno in avanti a coprire il pallone. Per organizzare una prima pressione efficace in questo senso sicuramente la ricerca della parità numerica agevola una pressione costante su ogni portatore.
A livello individuale è importante accorciare sul portatore e frenare; l’obiettivo della pressione individuale non deve essere quello di riconquistare direttamente il pallone bensì quello di coprire la palla, non permettere all’avversario di giocare in avanti il pallone togliendogli tempo e spazio.
Altro concetto importante a livello individuale per coprire il pallone, legato al precedente ma con sfumature differenti, è il non indietreggiare; non concedo campo all’avversario, copro la palla e non mi faccio saltare senza perdere metri, i metri che perdo individualmente li faccio perdere a tutta la squadra che corre all’indietro.
Organizzare una fase difensiva che si basi su questi presupposti porta con sé tutta una serie di vantaggi legati al mantenimento del pallone coperto che ho elencato precedentemente ma allo stesso tempo mette in conto una serie di rischi; si generano molti duelli individuali che se persi portano la squadra a difendere in inferiorità numerica,
se le pressioni non sono efficaci viene concesso campo aperto agli avversari, se la lettura della palla coperta/scoperta non è corretta l’ultima linea può ricevere giocate alle spalle con molta profondità da attaccare per gli avversari ecc…

Quello che ho cercato di fare è analizzare la fase difensiva e quindi scomporla in relazione alla posizione del pallone e che quindi esso sia coperto o meno, analizzando quali sono i comportamenti difensivi che ne derivano. Sicuramente determinati aspetti vanno relazionati al modello difensivo richiesto dall’allenatore ma in sintesi possiamo definire l’insieme di comportamenti generali che ho descritto. Al termine ho evidenziato alcuni principi difensivi collettivi e individuali cui poter far riferimento per organizzare una fase difensiva che abbia come “macro-principio” il mantenimento del pallone coperto facendo notare quali possono essere alcuni rischi ai quali è possibile andare incontro lavorando in questa direzione.

VIDEO:

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