Il Napoli di Carlo Ancelotti ha marcato una netta differenza rispetto a quello guidato da Maurizio Sarri.

La prima grossa differenza è relativa alla rigidità/flessibilità del sistema di gioco: mentre l’attuale allenatore del Chelsea utilizzava esclusivamente il 4-3-3, Carlo Ancelotti ha adottato un atteggiamento più flessibile che comporta l’utilizzo di un sistema fluido (il Napoli analizzato nel video difende 4-4-2 e attacca 3-4-1-2) e la possibilità di cambiare atteggiamento a partita in corso.

Il Napoli di Carlo Ancelotti è riconoscibili per la volontà di gestire il possesso muovendo palla su tutta l’ampiezza del campo alla ricerca dello spazio per concludere: non vi è quindi la ricerca di giocate codificate.

La squadra di Ancelotti ricerca sia uno sviluppo in ampiezza, con l’inserimento del trequarti alle spalle del terzino quando quest’ultimo esce in pressione sull’esterno azzurro, sia uno sviluppo in verticale, attraverso la verticalizzazione in direzione di un  trequartista o in direzione della punta smarcatasi sul corto.

Lo sviluppo per principi del Napoli di Ancelotti è molto interessante anche per quanto riguarda le soluzioni adottate per superare la linea difensiva: vi è una ricerca costante dell’1-2 e, quando l’attaccante o un trequartista si abbassano o si allargano, viene richiesto l’attacco dello spazio alle spalle della linea ad un mediano.

Altro aspetto da sottolineare, quando Mertens viene schierato prima punta, riguarda la mancanza di un riferimento centrale: difatti l’attaccante belga si muove su tutto il fronte d’attacco senza dare punti di riferimento alla difesa.