Il Como di Mister Banchini – di F. Montagnolo

 

In questo articolo, seguito da videoanalisi, verrà analizzato lo stile di gioco del Como di Mister Banchini.

Prima di analizzare il modo in cui l’allenatore lombardo fa esprimere la sua squadra andiamo a scoprire chi è mister Banchini, da dove viene e come “lavora”. Marco Banchini, nato il 23 settembre 1980, dopo una breve carriera da calciatore dilettante, appende gli scarpini al chiodo e inizia ad allenare all’età di 24 anni. Dopo alcune esperienze in serie D ed in Eccellenza, Banchini diventa allenatore del Teuta, massima serie albanese, nel gennaio 2014. Nella stagione 2014/2015 viene approda alla formazione dell’ AMICALE con cui vince la masssima copetizione del Vanuatu e si qualifica ai gironi della OFC Champions League, diventando il primo allenatore italiano a partecipare alla Champions League dell’Oceania. Le ultime esperienze all’estero riguardano una breve parentesi a Malta e poi di nuovo in Albania alla guida del Laçi, con cui perde la finale della Coppa di Albania nella stagione 2015/2016.

In seguito Banchini ritorna in Italia, come vice-allenatore di mister Scazzola, prima alla Robur Siena e poi alla Casertana. Nella stagione 2018/2019 viene ingaggiato come allenatore della prima squadra del Como con cui vince il campionato di Serie D, realizzando il record di 89 punti complessivi. Attualmente mister Banchini guida il Como nel girone A di serie C e si trova al dodicesimo posto in classifica.

Mister Banchini ha dichiarato più volte di utilizzare video analisi, registrando addirittura tutti gli allenamenti, la telemetria ed i GPS.  Nell’ottobre del 2018, in un’intervista per SPRINT&SPORT ha affermato di non essere un amante del tiki-taka ma di ispirarsi a Simeone e Conte, prediligendo 4-4-2 e 3-5-2.

Banchini schiera il Como col sistema 3-5-2. Il sistema rimane invariato sia nella fase di possesso che in quella di non possesso. Nelle partite analizzate il Como ha affrontato Pistoiese, Renate, Gozzano e Olbia. Tutte squadre che giocavano 3-5-2.

Analizziamo adesso le varie situazioni.

COSTRUZIONE:

la maggior parte delle azioni partono con il lancio lungo del portiere per andare a ricercare una spizzata e gli inserimenti da dietro da parte delle mezzali.

Quando grazie al giro palla il Como arriva da Toninelli, il difensore centrale, cerca di trovare con un lancio i quinti di centrocampo che stanno alti e in ampiezza massima.

GIOCO A CENTROCAMPO:

i 3 centrocampisti centrali del Como si interscambiano e ruotano molto le posizioni per dare una soluzione di passaggio ai propri difensori durante la costruzione. CHI E’ MARCATO SI ALZA E PORTA VIA L’UOMO.

GIOCO LATERALE:

quinti e mezzali si interscambiano continuamente le posizioni e non danno punti di riferimento agli avversari, inoltre vengono ricercate combinazioni nello stretto fra quinto e mezzala di parte.

AMPIEZZA:

quando la palla è su un lato, il quinto opposto rimane largo sull’altro lato per permettere un cambio gioco ai compagni.

ATTACCO ALLA LINEA:

quando il quinto avversario esce in pressione su braccetto o mezzala che si posizionano in ampiezza massima, il quinto di parte entra un po’ dentro il campo per poi attaccare la profondità alle spalle del quinto avversario.

Quando invece il quinto avversario si alza sul quinto del Como che è largo in ampiezza massima, la mezzala di parte si inserisce nello spazio alle spalle del quinto avversario e riceve un filtrante direttamente dal braccetto di parte.

MOVIMENTI DELLE PUNTE:

le due punte sono sempre vicine. La punta che è più vicina alla palla cerca giocate di prima o veli per l’altra gli si smarca dietro.

ATTACCO AREA:

quando il Como va al cross, le mezzali ( in particolare Marano ) attaccano l’area di rigore.

 

 

In fase di non possesso il sistema di gioco rimane il 3-5-2, con la sola differenza che i due quinti si abbassano un po’ rispetto ai centrocampisti.

PRIMA PRESSIONE:

  • le due punte oscurano il regista e quando gli avversari muovono palla si alzano sui difensori per impedire il giro palla
  • la mezzala di parte esce sul braccetto che riceve palla
  • il quinto di parte si alza sul quinto avverario
  • il regista si alza sul regista avversario
  • la mezzala opposta stringe un po’ dentro il campo
  • il braccetto di parte si alza in pressione sulla mezzala avversaria che si alza
  • il centrale e il braccetto opposto rimangono 2 contro 2 con i due attaccanti avversari
  • il quinto opposto stringe e si abbassa

 

PRESSING A CENTROCAMPO:

se gli avversari saltano la prima pressione e giocano palla sulla punta di parte che si smarca incontro, Toninelli (difensore centrale) esce forte in pressione e cerca l’anticipo sulla punta.

 

PRESSING LATERALE:

sulla mezzala avversari che si abbassa e si allarga esce in pressione il quinto di parte mentre il braccetto assorbe il quinto avversario che si alza.

Questo modo di difendere in avanti di mister Banchini ha il pregio di non permettere giocate fra le linee e di essere sempre aggressivo sugli avversari.

COME ATTACCARE QUESTO TIPO DI DIFESA?

Il pressing effettuato dalla squadra di Banchini si basa su delle scalate in avanti e non prevede molte coperture e diagonali fra difensori e centrocampisti.

Il Como può andare in difficoltà:

  • se il centrale della difesa a 3, solitamente Toninelli, non segue lo smarcamento incontro della punta dalla parte della palla, questa riceve e può giocare senza pressione
  • se il quinto del Como, che esce sempre in avanti per essere aggressivo sul quinto avversario, si fa prendere il tempo dal quinto avversario che invece che dare l’appoggio in ampiezza attacca e viene servito in profondità
  • quando la punta avversaria attacca la profondità alle spalle di Toninelli, che non si preoccupare di coprire la profondità ma è sempre molto alto, per essere aggressivo sull’eventuale giocata fra le linee

 

A cura di Federico Montagnolo – Allenatore Uefa B e match analyst FIGC – Prato,

24/03/1993 – federicomontagnolo@gmail.com