Questo articolo è stato scritto estrapolando alcuni passi del consigliatissimo libro a cura di G. Ciaschini, Carlo Ancelotti, Il mio albero di Natale. Storia e schemi dell’allenatore più vincente in Europa.

 

Lo staff e il metodo di lavoro al Chelsea
Se al Milan avevo conosciuto il significato di staff allargato, arrivando al Chelsea ebbi modo di realizzarlo pienamente e di ottimizzare l’utilizzo delle varie figure che compongono un team moderno, compresa qualcuna fino ad allora inesistente.
Tra l’altro, attraverso l’utilizzo del Gps, potevo finalmente contare pienamente sulla possibilità di valutare il lavoro svolto in campo.
L’introduzione di questo sistema di controllo ha, infatti, reso possibile l’analisi certa di tutti quei lavori che prevedono l’utilizzo della palla sia sotto forma di esercitazione tecnica o tattica, sia in gara.
Un’ora e trenta prima di ogni allenamento, tutto lo staff si riuniva nel mio ufficio-spogliatoio per presentare la situazione in tempo reale e coordinare ciò che si sarebbe svolto in campo. Inoltre circa trenta minuti dopo il termine della seduta avevo la possibilità di vedere sulla mia scrivania un resoconto grafico della stessa e del lavoro effettuato da parte dei singoli atleti.
Avendo avuto la fortuna di lavorare con team ad altissimo livello, ho avuto sempre la possibilità di misurarmi e di crescere acquisendo nuove e preziose competenze personali e ambientali; ma in particolare l’esperienza inglese, unita a quella fatta al Milan, si è rivelata fondamentale per il mio miglioramento nella preparazione del lavoro.
Ho accresciuto soprattutto la capacità organizzativa e rafforzato i principi base della filosofia del lavoro. In particolare, ho maturato la convinzione che per programmare l’allenamento è importante:
• Che vi sia una perfetta correlazione tra allenamento e modulo di gioco
• Un approccio integrato tra parte tecnica, tattica, fisica e mentale
• Tenere un elevato livello di concentrazione e intensità
• Che ogni esercitazione sia stimolante e impegnativa
Al mio arrivo al Chelsea ebbi l’opportunità di utilizzare una nuova metodologia di allenamento che fa parte tutt’oggi del mio lavoro: l’approccio integrato. Eccone i punti fondamentali:
• Permette di preparare l’atleta in modo mirato alle esigenze del match successivo ed è basato su conoscenze scientifiche che permettono di mantenere e sviluppare in termini qualitativi le capacità necessarie per un calcio d’élite
• Ha come obiettivo, per quanto possibile, di conseguire la crescita attraverso l’utilizzo della palla in situazioni competitive. In questo modo l’allenamento fisico è perfettamente integrato con gli obiettivi tecnici e tattici e risulta più piacevole per gli atleti. Questo facilita un picco di testosterone che fornirà un adattamento positivo
• Attraverso l’utilizzo della tecnologia Gps, permette di modulare una corretta esecuzione in corsa. Inoltre consente di agire sulle diverse situazioni che si verificano durante il lavoro e di pianificare a posteriori e in modo efficace quello del resto della settimana
• Ha l’obiettivo di raggiungere lo stimolo di allenamento desiderato nella seduta attraverso la manipolazione di spazi, numero di giocatori e tempi di lavoro, come illustrato nello schema seguente. La suddivisione specifica dei carichi fisici settimanali sostenuti dagli atleti (metabolismo, distanza, velocità, accelerazione, decelerazione, cambio di direzione) permette di arrivare nella condizione ottimale a ogni partita. Anche i riscaldamenti sono specificamente progettati per completare gli obiettivi della sessione.

 

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Le sedute di allenamento al Chelsea
A Cobham le sedute di allenamento si svolgevano sempre alle 11 perché a Londra il pomeriggio fa buio abbastanza presto. L’allenamento era svolto quasi esclusivamente sul campo e, come detto, attraverso l’utilizzo della palla. L’atleta inoltre, in conformità a specifici piani individualizzati, seguiva anche un lavoro personale con l’utilizzo di altre attrezzature presenti all’interno del centro. Naturalmente, come avviene ovunque, i giocatori che per infortunio dovevano sottoporsi a un lavoro differenziato erano affidati a un protocollo predisposto da medico, fisioterapista e preparatore fisico.
Senza scendere nello specifico delle sedute al Chelsea, vi illustrerò un protocollo generale di allenamento (guarda immagine).

 

ancelotti settimana tipo

 

La seduta di allenamento al PSG

Le sedute giornaliere erano programmate insieme allo staff circa un’ora e trenta minuti prima dell’allenamento. Alle sedute partecipavano il dottore, il preparatore atletico, l’allenatore in seconda e quello dei portieri, il responsabile della raccolta dati statistici e attraverso il Gps.
Il dottore comunicava il numero dei giocatori a disposizione, dopo di che il preparatore stabiliva, sulla base della pianificazione generale, le eventuali modifiche o conferme al tipo di lavoro della seduta (resistenza, forza, velocità), mentre lo staff tecnico modellava, in funzione di questo, le esercitazioni da eseguire e il loro carico.
Come detto, lo staff lavorava sulla base delle competenze acquisite al Chelsea e quindi, per ogni obiettivo, si prediligevano le esercitazioni con la palla tenendo presente che, come abbiamo visto in precedenza, l’ampiezza del campo di gioco veniva modulata a seconda che si dovessero svolgere lavori di resistenza o lavori di forza.
Quando l’obiettivo era esclusivamente tattico, si utilizzava una modulazione tra tempi di recupero e durata delle esercitazioni, senza modificare l’intensità – che si cercava di lasciare sempre vicina alla realtà di gara.
Al PSG gli allenamenti si svolgevano generalmente il mattino alle 11 o il pomeriggio alle ore 15. Penso che la forma migliore per rendervi partecipi del lavoro svolto dalla mia squadra sia quello di illustrarvi in forma dettagliata la sequenza lavorativa di due settimane. Questo mi permetterà di mostrarvi:
• Un esempio concreto d’intervento tecnico-tattico
• Alcune esercitazioni con obiettivi sia tecnici, sia fisici, svolte con prevalente utilizzo della palla
• Il lavoro effettuato nelle settimane tipo
Il tutto attraverso la descrizione del lavoro settimanale divisa per giorni e tempi e l’illustrazione, con esempi grafici, dei lavori elencati nelle varie sedute.
Settimana tipo

Lunedì: riposo

Martedì pomeriggio (totale lavoro 53’):
Obiettivo: completare il recupero e ottimizzare la ripresa.
8’ di riscaldamento.
Esercizi di carattere generale, con i giocatori affiancati su una sola linea che si muovono avanti e indietro lungo la zona centrale del campo.
Serie di allunghi alternati agli esercizi.
15’ di tecnica.
In rettangolo:
• Giocatori in movimento più due giocatori statici che fanno scambio.
Sequenza da 1 a 6 che si ripete in senso opposto. Uno e due tocchi e corsa
in verticale (come nella figura in alto)
• Stesso numero di giocatori, corsa in sovrapposizione, uno o due tocchi.
Ripartire in senso opposto (come nella figura in basso)

 

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In triangolo: passaggi in triangolo a seguire e allungo in diagonale. L’esercizio si alterna ad alcuni scambi tra giocatori statici disposti in quadrato.

 

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15’ di partita con quattro porte piccole, 8 vs 8 in 35 × 35.

 

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15’ di conclusioni su cross dal fondo, dopo corsa in sovrapposizione.

 

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Mercoledì mattina (totale lavoro 1h e 7’):
Obiettivo: lavoro sulla forza.
5’ di riscaldamento in linea.
5’ di yo-yo test.
12’ di possesso a tema.
15’ di lotte 3 vs 2 con porte grandi in 45 × 30 .
15’ di lotte 1 vs 1 dopo partenza dei giocatori in sprint, uno per ricevere palla e l’altro per posizionarsi in difesa

 

ancelotti 5
15’ di lotte 2 vs 2 con porte ravvicinate e su due zone in 50 × 30. Il campo è diviso in tre zone, di cui una intermedia nella quale il giocatore può ricevere palla da un compagno posizionato nella zona opposta e dare inizio all’azione di
attacco

 

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Giovedì pomeriggio (totale lavoro 43’)
Obiettivo: lavoro sulla velocità
8’ di riscaldamento in circuito di tre stazioni (colpi di testa, palla a mezza altezza, palla a terra) + sprint rettilineo su ostacoli a varia distanza
15’ di possesso a tema (8 vs 8)
10’ di esercitazione difensiva in inferiorità numerica (8 vs 10)
10’ di esercitazioni offensive su metà campo (10 vs 8)

Venerdì mattina (totale lavoro 45’)
Obiettivi prevalenti: incremento della reattività e tattica finalizzata
10’ di riscaldamento
12’ di torello con due giocatori al centro
5’ di reattività: al comando, il giocatore esegue quattro passaggi su ostacoli bassi a scala e sprinta in direzione del colore indicato
18’ di 10 vs 10 su metà campo (50 × 50)
Sabato: incontro di campionato
Domenica mattina (totale lavoro 45’)
Obiettivi: resistenza (per chi non ha partecipato alla partita)
10’ di riscaldamento
15’ di 5 vs 5 su 27 × 24 con quattro porte. Ogni squadra gioca a un tocco con l’obiettivo di segnare in una delle due porticine avversarie
20’ di 6 vs 6 su 40 × 30 con porte grandi (4’ per 4 volte)