Quanto è importante la match analysis? In questo articolo troviamo le considerazioni di tre grandi allenatori.

«Monaco di Baviera, 31 gennaio 2014 

“Che piedi freddi! Accidenti, fa freddo qui dentro”. Dice Pep. 

La partita con lo Stoccarda e il suo finale epico fanno già parte del passato. Inizia subito un nuovo ciclo: arriva un nuovo avversario che deve essere analizzato a fondo per preparare tutti gli strumenti utili per vincere.

Solitamente, per preparare ogni partita, Guardiola fa tre riunioni con i suoi giocatori, lunghe ciascuna circa quindici minuti, sempre con il supporto di immagini e di video che di solito non durano più di sette minuti.

I tre incontri seguono sempre le stesse linee guida. 

Durante la prima riunione, il giorno prima della partita, Pep parla della fase di possesso palla della squadra avversaria. Attraverso il video mostra i pericoli che creano attraverso giocate collettive e i movimenti principali dei singoli giocatori. Successivamente spiega in dettaglio le soluzioni difensive da attuare per contrastare questa fase offensiva. Subito dopo svolge una sessione di allenamento in cui vengono testate le soluzioni da adottare durante la partita.
La seconda relazione si svolge la mattina della partita. Si compone di una spiegazione dettagliata della strategia dell’avversario sui calci piazzati, offensivi e difensivi. L’allenatore in seconda, Domènec Torrent, spiega gli ultimi 50 calci d’angolo e le ultime 50 punizioni calciate dagli avversari, spiegandone le caratteristiche significative. Durante la partita, toccherà sempre a lui ricordare ai giocatori che entrano dalla panchina quali posizioni occupare nei calci piazzati. Ancora una volta, subito dopo la parte teorica, la squadra scende in campo e prova le situazioni di palla inattiva: una serie di calci piazzati per simulare quelli che batterà l’avversario. Ancora la formazione non è stata resa nota: in questo modo tutti i giocatori vengono coinvolti in queste attività. 

Infine, due ore prima della partita, nell’albergo della squadra, Pep fa il terzo e ultimo discorso (nello spogliatoio, Guardiola, non sarà presente). Anche se potremmo chiamarlo discorso motivazionale, la componente tattica è molto alta: l’allenatore definirà in dettaglio la fase offensiva del Bayern e comunicherà la formazione di partenza. Il discorso si concentra solo sulla fase offensiva, perché quella difensiva è stato studiata il giorno prima, mentre le palle inattive sono state analizzate e testate al mattino. […] Il contenuto delle tre riunioni è il frutto di un’analisi fatta da due punti di vista: quello sul rivale e quello sulla propria squadra.

Xavier Sala-i-Martin, Professore di Economia all’Università Columbia, individua in Guardiola una caratteristica fondamentale: l’innovazione. “Dal mio punto di vista, Pep è un grande innovatore. Le sue vittorie partono da un’analisi meticolosa della debolezza dell’avversario per capire come attaccarlo. Ma soprattutto, è in grado di innovare costantemente il modo di giocare della sua squadra. Nonostante i suoi rivali studino le squadre di Guardiola, lui è sempre in grado di aggiungere nuove varianti. Lui va sempre avanti. È in grado di tenere la propria filosofia di gioco, cui obiettivo è quello di ottenere stabilmente la superiorità a centrocampo, ottimizzando la fase offensiva della propria squadra adattandosi alle caratteristiche dell’avversario”.

In riferimento al modo con cui Pep decide di attaccare i propri avversari, simile a quello degli scacchi, Garry Kasparov ha commentato: “Non potete attaccare allo stesso modo se siete in cima ad una montagna o se siete in un campo aperto di pianura”.
In un’occasione, Ferran Adrià, disse a Guardiola: “Pep, più che un allenatore, sei un grande innovatore”. La risposta di Guardiola fu di un’enigmatica semplicità: “Guarda Ferran, io non faccio altro che guardare i video e cercare di dominare gli avversari. Tutto ciò che faccio è studiare tutte le mie armi e adattarle ad ogni situazione”.

[…] Per capire in maniera approfondita come vengono analizzate le squadre avversarie del Bayern, è essenziale far riferimento a Carles Planchart, responsabile degli analisti di Guardiola, sin da quando ha iniziato ad allenare il Barca B nel 2007. Planchart spiega in dettaglio i modelli di lavoro che lui e il suo staff utilizzano: “Ci sono fondamentalmente due parti: l’analisi della propria squadra e dell’avversario. Sono due mondi diversi.

Per quanto riguarda il lavoro sulla nostra squadra, c’è da considerare che siamo in un club che gioca ogni tre giorni: ciò non ti consente di correggere i difetti sul campo, per mancanza di tempo. C’è bisogno, quindi, di trasmettere ai giocatori in un altro modo le correzioni da adottare durante la partita. Se hai una settimana di allenamento puoi preparare una serie di esercizi correttivi. Ad esempio, se la difesa è troppo alta o troppo bassa o c’è troppa distanza tra le linee, ecc, prepari esercitazioni che curino certi aspetti… 

Nel nostro caso, il modo più rapido è quello di consegnare un quadro in grado di trasmettere l’idea e la correzione in modo più veloce”.

Dopo ogni partita, gli analisti traggono conclusioni sulle azioni collettive e individuali, strategiche e tattiche.

Planchart ha recentemente aggiunto un ulteriore dettaglio: oltre alle azioni tattiche, vengono analizzate le azioni individuali. Così, oltre al gioco collettivo, vengono analizzate tutte le azioni specifiche di ogni giocatore, vale a dire, tutte le situazioni in cui ha partecipato, per capire se le decisioni prese dal giocatore in ogni situazione siano state opportune o meno. Per ogni giocatore, c’è un file in cui sono memorizzate, descritte e commentate tutte le azioni in cui è entrato in gioco. Dopo la partita, vengono ordinati in base al tipo di giocata: passaggio, dribbling, ecc. In allenamento il giorno dopo si può mostrare a tutti le immagini specifiche e le correzioni di lavoro individuale o di linea o di reparto”. 

“Oltre a questo – spiega Planchart-, Pep guarda sempre tutta la partita. Nel file che gli viene consegnato è possibile sia controllare la partita intera sia scegliere le azioni che abbiamo selezionato, individuali o collettive, con le nostre note. Questo perché, indipendentemente dall’analisi dettagliata, Guardiola vuole avere anche una panoramica generale della partita”.

Il secondo aspetto dell’analisi è quello relativo all’avversario, questione altrettanto importante perché influenza fortemente la scelta di gioco. […] È essenziale analizzare l’avversario per scegliere il sistema di gioco più adatto, i giocatori da utilizzare e per scegliere gli allenamenti da fare nei giorni precedenti la gara: “A Barcellona, quando abbiamo giocato la finale della Champions abbiamo analizzato le ultime 12 partite dei nostri avversari. Negli incontri ordinari vediamo una media di cinque o sei gare”. […] Dopo aver studiato queste cinque o sei partite, Planchart prepara un’analisi da consegnare a Pep. Una video-analisi, per la precisione, per rendere il messaggio più chiaro nei concetti e più facile da apprendere per i giocatori. “Normalmente, dopo una partita, nella stessa notte o nelle prime ore del giorno successivo, gli consegno la relazione del prossimo avversario. Io lavoro con due settimane di preavviso. Normalmente ci si concentra solo sull’avversario della partita successiva”.

Guardiola visiona inizialmente la relazione generale, costituita da circa 50 o 60 giocate degli avversari, in modo da farsi un’idea generale e preparare gli sviluppi della partita successiva.

Dopo aver fatto questo, Pep programma l’allenamento della settimana, con la collaborazione di Torrent e Buenaventura, concentrandosi su alcuni aspetti del gioco da migliorare o da prediligere. Nei giorni successivi, analizza in dettaglio l’avversario. Successivamente sceglie quali concetti trasmettere ai propri giocatori. A volte fa riferimento alle partite precedenti, per rendere chiaro un certo movimento, per trasmettere un’idea tattica, per giocare su un aspetto emozionale».

Analisi e strategia come base per il successo. Leggendo questo estratto del libro Herr Pep. Crónica desde dentro de su primero año en el Bayern de Munich di Martì Perarnau si deduce quanto Guardiola ritenga importante analizzare sia la propria squadra, sia quella avversaria. Questo tipo di analisi risulta fondamentale, secondo il tecnico spagnolo, sia per migliorare i difetti della propria squadra attraverso l’allenamento, sia per studiare la strategia migliore per affrontare l’avversario. È importante sottolineare come Guardiola ritenga importante preparare tutta la settimana sulla base di queste analisi, impostando tutto il microciclo settimanale tenendo in considerazione quanto emerso da esse.

Considerazioni simili sull’importanza della match analysis, le possiamo trovare nel testo Il mio albero di Natale. Storia e schemi dell’allenatore più vincente in Europa, scritto a quattro mani da C. Ancelotti e G. Ciaschini:

«Oggi il calcio è anche organizzazione, studio, tecnologia e all’aspetto ludico e creativo si affiancano ricerche e analisi approfondite sulla propria squadra e sull’avversario. La partita è l’evento riassuntivo ed espressivo del complesso e profondo lavoro svolto dal team, un impegno che coinvolge, in forme diverse, tutti, proprio tutti, dai vertici del club fino all’ultimo dei collaboratori. La preparazione degli incontri diviene pertanto studio dettagliato […] ed è un aspetto che può determinare il risultato finale. […] Considerando quanto detto sull’atteggiamento e sul lavoro che precede la partita, ritengo rilevante anche la modalità di presentazione strategica della stessa. Penso, infatti, che le informazioni che i collaboratori hanno raccolto e predisposto sull’avversario (dati e video che siano), vadano trasmesse alla squadra tenendo conto della situazione, non solo tecnica. Ritengo cioè fondamentale che la preparazione delle immagini e dei dati segua anche l’esigenza, diciamo mentale, di porre la squadra nella condizione migliore per affrontare l’evento. L’esposizione che l’allenatore prepara di volta in volta dovrà quindi, a mio avviso, permettergli di raggiungere diversi obiettivi tra i quali:

-far sì che il giocatore, nell’essere informato il più possibile su cosa lo aspetta, mantenga al tempo stesso un’alta considerazione di sé e un approccio positivo che non faccia diventare l’avversario più grande di quello che è realmente;

-fornire chiare indicazioni sui compiti da svolgere. La conoscenza allenta la pressione a livello emotivo e il fatto di sapere perfettamente ciò che si deve fare sul campo dà sicurezza, serenità e consapevolezza, soprattutto nelle difficoltà;

-alimentare la fiducia attraverso l’utilizzo di esercitazioni preparatorie semplice che diano sbocchi positivi, in modo da rafforzare le sensazioni di sicurezza della squadra verso sé stessa».

Citando Guardiola e Ancelotti facciamo riferimento a due tra i migliori allenatori del mondo, i quali, lavorando in top club europei, possono fare affidamento su grosse risorse finanziare e umane, così da permettersi staff tecnici all’avanguardia. Ma ovviamente, loro non sono gli unici a considerare molto importante l’analisi della partita. Maurizio Sarri, allenatore dell’Empoli che ha costruito la sua carriera con tanta gavetta e senza staff tecnici molto numerosi, parla di questi aspetti nella sua tesi “La preparazione settimanale della partita” per il Corso Uefa Pro del 2006-07.

«Il lunedì è la giornata di riposo per la squadra, ma dedicata solamente in piccola parte al riposo da parte dell’allenatore, che invece deve cominciare a dedicarsi all’analisi della partita giocata nel giorno precedente.

Che cosa è l’analisi della partita? È l’analisi che viene fatta dall’allenatore stesso a posteriori, con il filmato della gara disputata e tende a verificare le differenze tra la partita preparata e quella effettivamente giocata; l’analisi della partita ha solitamente scopi correttivi di medio periodo, ed è importante anche per la programmazione degli allenamenti in relazione agli errori commessi ed alle problematiche che la partita ha proposto. Da non confondere con l’analisi è la lettura della partita, che è invece rappresentata dal metodo che usiamo durante la gara per avere un’idea chiara e precisa dell’evoluzione della partita stessa, in modo da prendere quelle decisioni tattiche che sono chiamate tattica applicata, mentre in fase di preparazione della partita abbiamo usato accorgimenti tattici che sono chiamati tattica di principio. La lettura, a differenza dell’analisi, ha obbiettivi immediati in quanto tende ad ottenere il massimo risultato possibile dalla partita stessa. La mia analisi della partita prevede che nella giornata del Lunedì sia l’allenatore sia l’allenatore in seconda, che io preferisco chiamare collaboratore, rivedano separatamente la partita del giorno precedente; preferisco separatamente per non influenzare il collaboratore nel formarsi le proprie opinioni. […] Il martedì mattina non c’è allenamento ma una riunione dello staff tecnico con allenatore, collaboratore, preparatore atletico e preparatore dei portieri, nella quale si procede alla programmazione degli allenamenti settimanali; nella seconda parte della riunione allenatore e collaboratore si scambiano le impressioni sulla gara disputata e si arriva a delle conclusioni da riportare alla squadra, conclusioni utili anche per la programmazione degli allenamenti con obbiettivi tattici. Da questa riunione escono una analisi filmata della partita ed una relazione scritta. […] Il giovedì mattina si svolge una nuova riunione tra allenatore e collaboratore che hanno visto due partite a testa dei prossimi avversari e si scambiano le impressioni, decidendo i temi che devono essere immessi nei filmati di presentazione degli avversari, temi sui quali lavorare anche sul campo. Segue solita riunione di staff per l’organizzazione delle due sedute previste durante la giornata. […] Il giovedì pomeriggio si svolge la riunione con la squadra per l’analisi della fase offensiva dei prossimi avversari. Si procede con intervento dell’allenatore che alla lavagna spiega modulo e movimenti offensivi degli avversari e si conclude con il collaboratore che analizza le immagini montate degli avversari. […] Con l’allenamento post proiezione del filmato, ha inizio la preparazione della partita sul campo e l’obbiettivo unico di questa sessione è la fase difensiva. La sessione si svolge in 3 blocchi di lavoro:

1 – fase didattica contro il modulo avversario fatta a bassa intensità come riscaldamento;

2 – fase difensiva nelle varie zone di campo sul sistema di gioco degli avversari;

3 – fase situazionale con temporanee inferiorità numeriche.

[…] Il venerdì mattina si ritrovano allenatore e collaboratore con i seguenti compiti: il collaboratore prepara altri due filmati da far vedere alla squadra, uno con tema la fase difensiva della squadra avversaria ed uno con tema le palle ferme degli avversari sia a favore che contro. L’allenatore prepara delle schede individuali dei giocatori che compongono la squadra avversaria. […] Nel pomeriggio si svolge la seconda riunione tecnica con la squadra con a tema la fase difensiva della squadra avversaria. La riunione procede con le stesse modalità delle precedenti, con il primo intervento dell’allenatore che illustra caratteristiche e movimenti della fase difensiva dei prossimi avversari e secondo intervento del collaboratore che analizza le immagini prescelte per rendere idea alla squadra di quanto detto. […] Il successivo allenamento ha come obbiettivo tattico quello di preparare la nostra fase offensiva. La sessione si svolge in 4 blocchi di lavoro:

1 – riscaldamento e rapidità a secco con il Preparatore;

2 – fase offensiva generica;

3 – fase offensiva specifica;

4 – fase offensiva situazionale contro il modulo avversario».

Maurizio Sarri, come già detto e come risaputo, è un allenatore che ha fatto tanta gavetta: con il lavoro metodico Sarri è riuscito a fare una lunga scalata dai dilettanti alla serie A. Il suo percorso deve rappresentare uno stimolo per tutti gli allenatori ma, soprattutto, deve far capire come nel calcio il caso non esiste e i risultati siano frutto del lavoro quotidiano e metodico.