Il Lipsia di Nagelsamann e l’eredità di Rangnick

Il Lipsia si è rivelata una delle squadre più interessanti da seguire questa stagione, dove con l’arrivo del tecnico 32enne Julian Nagelsamann ha raggiunto un ulteriore livello nel progetto tecnico iniziato da Ralf Rangnick 8 anni or sono; una rosa composta principalmente da ragazzi la cui età media è di circa 23 anni che lavora da tempo nella direzione di un calcio propositivo, veloce e aggressivo.

Undici anni fa il Lipsia vinceva il titolo della Oberliga Sud (quinta serie del calcio tedesco), oggi, dopo una scalata trionfale, sono tra le migliori otto squadre d’Europa; questo grazie ai cospicui investimenti del gruppo RedBull ma anche indubbiamente alla lungimiranza dell’uomo a cui si sono affidati per far decollare il loro progetto: Ralf Rangnick. Quando si parla del Lipsia non si può non far riferimento a lui, il progetto tecnico-tattico del Lipsia è iniziato con lui e oggi trova la sua massima espressione dopo anni di lavoro in quella direzione.

Rangnick nel 1998 spiegava in televisione la sua idea di pressing, idea che oggi ritroviamo nella fase di non possesso del Lipsia e rappresenta una delle sue caratteristiche distintive.

DENSITÀ IN ZONA PALLA:

In fase di non possesso il Lipsia ha come macro-principio la ricerca della superiorità numerica sul portatore o in zona palla, l’idea è quella di concedere meno 1vs1 possibili ma portare più giocatori sul pallone rispetto agli avversari al fine di togliere tempo e spazio per la giocata e riconquistare il possesso; questa aggressività e densità numerica si propone l’obiettivo di rendere inaccessibili altre zone di campo che gli avversari possano conquistare in maniera pulita; nel caso ciò avvenisse il Lispia accetta di perdere campo, ricompattare il blocco per poi provare nuove pressioni.

Generalmente questo tipo di pressione viene portata in zone esterne di campo; per cui sullo sviluppo avversario si cerca di coprire dentro, indirizzare fuori e una volta che la palla scorre esternamente, con la linea laterale alleata, si porta superiorità su quel lato nel tentativo di riconquistare palla rendendo inaccessibile il lato opposto del campo.

MACRO-PRINCIPI FDP:

Gli sviluppi del Lipsia in possesso seguono i principi di un calcio propositivo anche con il pallone; per cui si parte spesso da una costruzione con i difensori, non escludendo comunque soluzioni più dirette ma organizzate; si sviluppa ricercando un’occupazione dello spazio che permetta ricreare superiorità numeriche, posizionali e qualitative da ricercare e vincere.

La ricerca dei giocatori alle spalle delle linee avversarie in superiorità posizionale è una costante degli sviluppi del Lipsia, la scelta dei giocatori che ricevono in quella posizione e possono aprire il controllo va spesso in profondità sull’attacco alla linea di attaccanti ed esterni; altra costante che emerge è il cambio lato diretto, alla ricerca diretta del giocatore che occupa il corridoio pù esterno il quale può generare situazioni di superiorità qualitativa oppure cercare rapide combinazioni con un compagno premiando il suo inserimento o mettendo palla dentro.

Video giocare alle spalle

Video superiorità posizionale per profondità

Video cambio lato diretto

OCCUPAZIONE DELLO SPAZIO

Lo spazio nelle gare analizzate è stato occupato attraverso un 442-4222 o con sistemi di gioco con difesa a 3, ovvero 352/3412/3421.

La costante rimane quella di avere due giocatori a occupare i corridoi più esterni, uno per lato (principalmente i quinti nei sistemi a 3 e i terzini nel sistema a 4) e gli altri giocatori a occupare i 3 corridoi centrali ricreando spesso una sorta di “quadrato d’attacco” generato dai due esterni che vengono a giocare dentro al campo e le due punte nel 442-4222 e dai due interni e le due punte nel 352 ad esempio.

442-4222:

Video occupazione dello spazio 442

352:

3421:

Video occupazione dello spazio 352/3412/3421

 

RIAGGRESSIONE/RICONQUISTA E TRANSIZIONE:

L’elemento che forse contraddistingue di più il Lispia è l’abilità nella gestione delle transizioni; anche questo parte senza dubbio dall’idea di Rangnick espressa in una lettera scritta per “The coaches’ voice” secondo cui: “Accadono molte cose negli 8-10 secondi dopo che la palla è stata conquistata o persa. Sono quelli i momenti che decidono le partite…”.

Documentandosi su come allenano questi particolari e fondamentali momenti del ciclo del gioco ho estratto un’altra intervista:

E ancora Rangnick:

 

Facendo riferimento a questi due estratti possiamo già immaginare come il macro-principio che governa le transizioni del Lispia sia la riconquista immediata del possesso una volta persa palla e, ogni qual volta c’è la possibilità, la ripartenza immediata una volta riconquistata.

Persa palla la zona di densità di cui parlavo all’inizio si viene a ricreare immediatamente, i giocatori prossimi al pallone abbandonano i loro riferimenti stringendo rapidamente e aggressivamente il campo in zona palla nel tentativo di riconquistare il possesso e rendere inaccessibili al portatore altre zone di campo.

Video riaggressione

Riconquistata palla cercano di sfruttare al massimo la disorganizzazione difensiva avversaria andando proprio a cercare di far male in quei 10 secondi in cui gli avversari non hanno ancora ripristinato la corretta occupazione difensiva, sfruttando gli inserimenti di centrocampisti come Nkunku, Forsberg e l’abilità a campo aperto di giocatori come Sabitzer e Werner su tutti.

Video riconquista e transizione