Estratto della tesi di laurea di Bernocchi sulla match analysis

Intervista a Renato Montagnolo, video-analista di U.C. Albinoleffe

Per dare un’idea ancora migliore di chi è il Match Analyst, quali sono le sue funzioni e come si relaziona con l’allenatore, la diretta testimonianza di una persona che ricopre tale mansione all’interno di una società professionistica è di fondamentale importanza. Renato Montagnolo lavora presso l’U.C. Albinoleffe, società calcistica militante in Serie C; ricopre un duplice ruolo: allenatore in seconda e video-analista della squadra.

L’intervista è stata realizzata tramite corrispondenza di posta elettronica; egli ha risposto a un questionario scritto con dei file-audio, trascritti poi per essere utilizzati come materiale oggetto di studio e riflessione.

1. Renato, tu all’interno dello Staff Tecnico ricopri sia il ruolo di match analyst che quello di vice-allenatore; sei attivo sia sul campo che a casa, come riesci a conciliare entrambe le cose? E quali sono i vantaggi (e anche eventuali svantaggi) del doppio-ruolo?

Esatto, io ricopro un doppio ruolo all’interno dello staff, come spesso accade per le squadre di Lega Pro, dove la figura esclusiva del video analista non è molto diffusa, anche e soprattutto per limiti di budget.

Per poter conciliare le mansioni dei due ruoli e svolgere tutti i miei compiti trascorro gran parte della mia giornata presso il nostro ufficio all’interno del centro sportivo; l’ufficio rappresenta una vera e propria sede operativa per il nostro staff tecnico.

Solitamente, arrivo alle 8.30 del mattino e fino alle 18 non torno a casa; posso così sfruttare tutto il tempo della giornata per completare il mio lavoro.

Ritengo che dedicare molte ore alla squadra, in maniera costante, sia fondamentale per svolgere un lavoro di qualità; a mio avviso, chi lavora in uno staff tecnico professionista deve comportarsi in parte come un impiegato, nonostante non abbia l’obbligo di timbrare il cartellino ed abbia un orario più flessibile, ed in parte come un libero professionista, avendo quindi la consapevolezza che i risultati sono frutto della qualità del lavoro. Per questo motivo ritengo che almeno 8-10 ore al giorno vadano dedicate alla squadra.

Il doppio-ruolo mi garantisce un vantaggio: avendo grande consapevolezza dei principi di gioco della nostra squadra, essendo in simbiosi e in comunicazione continua con mister Alvini, quando visiono le partite dei nostri prossimi avversari lo posso fare già in funzione di ciò che maggiormente interessa al mister per la preparazione della partita; inoltre, lo studio meticoloso degli avversari mi dà la possibilità di preparare la seduta di allenamento (questa rappresenta l’altra mia mansione all’interno dello staff tecnico) sia in funzione dei principi di gioco della nostra squadra, sia in funzione della strategia tattica pensata per affrontare la partita successiva. Questo perché, come staff tecnico, nonostante il nostro obiettivo principale sia dare un’identità precisa alla squadra, diamo molta importanza allo studio dell’avversario e alla preparazione strategica di gara per sfruttare a nostro vantaggio l’impostazione tattica dei nostri rivali.

2. Parlaci dell’importante rapporto fra analista e allenatore. Com’è quello fra te e mister Alvini? Quali sono le linee guida che avete concordato a inizio stagione?

Il rapporto fra analista e allenatore è determinante per eseguire un lavoro funzionale: chi si occupa della Match Analysis deve comprendere ciò che è utile e ciò che invece è insignificante per il mister e in funzione dei principi di gioco della squadra da lui allenata.

Ad esempio, se l’allenatore volesse fare pressing ultra-offensivo in fase di non possesso, l’analista deve fare uno studio preciso sulla costruzione del gioco degli avversari, mettere in evidenza chi e quanti giocatori si occupano dell’inizio gioco e della sottofase di costruzione, evidenziare se oltre ai difensori anche uno o più centrocampisti si abbassano e partecipano alla prima costruzione, ecc.

Allo stesso tempo, se l’allenatore chiede alla squadra di costruire il gioco dal basso, l’analista deve evidenziare l’altezza del pressing e le varie uscite in pressione degli avversari.

Per rispondere alla seconda domanda, essendo non solo il video-analista ma anche l’allenatore in seconda, io lavoro a stretto contatto con mister Alvini, allenatore molto collaborativo che si confronta con me su tutte le decisioni che lui poi prende, ovviamente in autonomia. Il nostro è un rapporto costante: quindi non c’è stata la necessità di concordare linee guida, in quanto la video analisi viene impostata in base al nostro progetto e alla nostra filosofia di gioco.

3.Che strumenti utilizzi (e hai a disposizione) per fare la video-analisi?

Noi utilizziamo strumenti e programmi prodotti da SICS: per tagliare le partite e fare tagging utilizziamo il programma Videomatch. In fase di possesso ci concentriamo su tre tipologia di azioni: rinvio del portiere, costruzione da dietro e sviluppo della manovra, dando importanza al modo di attaccare l’ultima linea difensiva.

Stessa cosa per la fase di non possesso, dove ci concentriamo su: rinvio del portiere avversario, modalità di pressing degli attaccanti e comportamento del reparto difensivo.

Oltre a Videomatch, utilizziamo anche un altro software SICS, Tactical Board. Su questo programma, durante la riunione tecnica con la squadra, viene caricato il video già montato: il programma ci permette di intervenire con una sorta di lavagna tattica interattiva, attraverso la quale inserire cursori, evidenziare giocatori o situazioni particolari; tutto ciò facilita la comprensione del giocatore e l’efficacia della Match Analysis.

Inoltre, per il montaggio del video utilizzo anche un semplice programma di editing, tipo Videomaker; nel montaggio, prima metto il titolo della situazione che voglio far vedere (ad esempio, costruzione sulla catena laterale destra), poi i 2-3 video inerenti ad essa, in modo che il titolo iniziale rafforzi il concetto da trasmettere: in questo modo la tipologia di azione risulta più facilmente memorizzabile dal giocatore.

4. Quante video-analisi prepari nel microciclo settimanale? Gli elaborati vengono poi mostrati ai giocatori? Quando?

Durante la settimana elaboro 4 video-analisi; il primo riguarda l’ultima partita che abbiamo giocato; il secondo, il terzo ed il quarto sono riferiti alla squadra avversaria e più precisamente a fase di possesso, fase di non possesso e palle inattive.

Oltre a questi quattro video che visioniamo durante la riunione tattica con la squadra, mandiamo ad ogni nostro giocatore 15-16 brevi video inerenti alle caratteristiche individuali dei componenti della squadra che andremo ad affrontare (si tratta di coloro che solitamente entrano a far parte delle partite, o da titolari o subentrando). L’elaborato video riguarda le abilità e i punti deboli dei singoli calciatori avversari.

Infine, inviamo al portiere un video sulle punizioni dirette e sui rigoristi avversari.

Non abbiamo una scaletta predeterminata nella quale mostriamo le video-analisi ai giocatori: solitamente, il primo o secondo giorno presentiamo l’elaborato inerente all’ultima partita giocata dalla nostra squadra; la Match Analysis sugli avversari, invece, la mostriamo divisa in tre parti, in tre giorni differenti a ridosso della partita, solitamente in questo ordine: fase di possesso palla, fase di non possesso, palle inattive.

5. Nel caso tu debba analizzare una squadra avversaria, quante partite osservi? Come ti rapporti in fase di montaggio video poi ad analisi giocatori e palle inattive?

Quando faccio Match Analysis su una squadra avversaria solitamente guardo dalle 3 alle 5 partite.

Preferiamo ovviamente osservare le ultime partite da loro affrontate, ma allo stesso tempo cerchiamo di fare attenzione al luogo della partita, visto che giocare in casa o in trasferta può far cambiare attitudine a una squadra; inoltre facciamo sempre riferimento su almeno una gara nella quale i nostri avversari abbiano affrontato un team che giocasse con modulo speculare o simile al nostro.

Quindi, se noi come disposizione statica adottiamo il 3-5-2, riteniamo importante analizzare una partita in cui i nostri prossimi avversari abbiano affrontato una squadra schierata col nostro stesso modulo.

Questo risulta fondamentale per capire come i nostri avversari organizzano la fase di non possesso, quali uscite in pressione vengono adottate, i tempi del pressing: queste informazioni ci permettono di strutturare la strategia per la fase di possesso palla, con l’obiettivo di sfruttare gli spazi che lasciano liberi durante il loro pressing.

Per quanto riguarda la loro fase di possesso palla, l’obiettivo è evidenziare se cercano sviluppi di gioco particolari contro il 3-5-2 o se questi sono codificati e sempre uguali, indipendentemente dall’avversario.

Il numero variabile di partite osservate (3-5 partite) dipende dalle informazioni che riesco a carpire dal singolo match: a volte mi bastano 3 gare e ho ben compreso tutti i fattori rilevanti per la mia squadra, altre volte magari devo vederne 1 o 2 in più.

Per quanto riguarda l’analisi dei giocatori avversari e delle palle inattive utilizzo una banca dati proveniente da Wyscout, servendomi quindi di video già tagliati.

Questo servizio risulta molto funzionale soprattutto per le palle inattive, perché mi permette di visualizzare tutte le situazioni da fermo battute e subite dalla squadra avversaria durante la stagione; cerco di capire se i nostri avversari adottano particolari schemi con o senza segnali codificati (un braccio alzato, due braccia alzate ecc…), cosi da preparare al meglio i nostri giocatori per la partita.

6. Invece, quando analizzi la partita giocata dai tuoi giocatori, su cosa ti concentri? E cosa fai vedere poi ai ragazzi?

Nei video sulla nostra partita mostriamo generalmente errori di tipo tattico, che possono essere di tipo individuale, collettivo o di scelta sbagliata. Difficilmente mostriamo errori di tipo tecnico, dato che è facilmente riconoscibile dal giocatore stesso, e non è facendo pesare l’errore che si ottiene un miglioramento o uno sviluppo della tecnica individuale: quest’ultima si migliora con la ripetitività del gesto e attraverso le esercitazioni funzionali.

Nel video facciamo vedere soprattutto gli aspetti positivi, perché rappresentano dei rafforzativi psicologici per la squadra: il giocatore rivedendo ciò che ha fatto di buono nella gara capisce di conseguenza gli errori commessi, e avrà come obiettivo ripetere le situazioni sviluppate efficacemente.

Magari in periodi particolarmente positivi e di grande entusiasmo, dove i risultati arrivano facilmente, tendiamo ad evidenziare di più le cose negative accadute in partita per mostrare alla squadra quali sono le aree da sviluppare per ottenere un ulteriore miglioramento.

7. Eventi (dati numerico- statistici, quantitativi) o Azioni (situazioni di gioco, qualitativi): secondo te, quale di queste due tipologie di variabili sono più significative per comprendere bene l’avversario o se stessi? Quale utilizzi maggiormente?

Facciamo una premessa, l’analisi quantitativa è poco sviluppata per la serie C, mentre in Serie A e, in parte, in B c’è la possibilità di reperire dati affidabili e completi. Secondo la mia opinione, è importante in primis “l’occhio” dell’allenatore, e di conseguenza dell’analista. Osservare, capire ciò che si osserva, selezionare e valutare ciò che ci interessa: affinché il lavoro di analisi risulti efficace bisogna obbligatoriamente prendere in esame parametri qualitativi.

I Dati quantitativi, a mio avviso, potranno essere utilizzati come rafforzativo e come conferma della validità di un’analisi. Ad esempio, osservo 3 partite del Napoli, e mi accorgo che la squadra di Maurizio Sarri costruisce il proprio gioco principalmente sulla catena laterale di sinistra dalla parte di Insigne, Ghoulam e Hamsik e che, allo stesso tempo, conclude l’azione principalmente a destra, per lo più con Callejon.

Se consideriamo solo 3 partite, questa disamina potrebbe anche essere frutto di casualità o della strategia degli avversari affrontati dal Napoli o di una scelta strategica dell’allenatore del Napoli inerente a quei match particolari; l’analisi statistica, in questo caso, mi può aiutare perché prende in esame un numero maggiore di gare: in questo modo ho la possibilità di avere una conferma, o meno, di quanto rilevato attraverso l’analisi video.

Quindi ritengo i parametri quantitativi utili principalmente in rapporto ai qualitativii.

Inoltre, ci sono alcuni dati che di per sé non ritengo molto interessanti; il dato sul possesso palla, per citarne uno, è molto relativo, visto che non è importante quanto una squadra tiene il controllo del pallone, ma che utilizzo ne fa quando ne è in possesso; riuscire a creare e utilizzare gli spazi liberi, per me, sarà un indice molto più positivo rispetto a un giro-palla dove non c’è progressione del gioco e superamento di linee di pressione degli avversari.

Altri dati, invece, possono essere molto rilevanti; per esempio, se voglio un atteggiamento aggressivo da parte della mia squadra, i dati sui contrasti, sul numero di falli, sui palloni recuperati nelle varie zone di campo saranno indicatori affidabili sull’efficacia della strategia utilizzata.