Di fronte alla sua preparazione, è normale rimanere stupiti dei suoi 26 anni, ma in realtà per Renato Montagnolo, allenatore in 2° e uomo di fiducia di mister Alvini, quella iniziata alcuni mesi fa non solo è la prima esperienza tra i professionisti, ma anche la primissima lontano da casa. Renato Montagnolo, il più giovane tra i vice-allenatori di Lega Pro, commentando la ripresa dell’attività della Prima Squadra, si è anche soffermato sul rapporto che lo lega con il tecnico toscano, confidandoci le sue emozioni per questa avventura.

Partiamo dal campo. Come procede la ripresa degli allenamenti e la preparazione in vista del prossimo impegno di campionato contro il Fano?

“La ripresa procede bene. E’ stata una settimana intensa, dopo una sosta a nostro avviso sin troppo lunga, in quanto avevamo sin dal primo momento gran voglia di riscattarci dopo un periodo non particolarmente positivo. Domani avremo un test importante contro la Giana, mentre successivamente torneremo a lavorare in funzione della gara di Fano, che è ciò che conta”.

Carta d’identità alla mano, è uno degli allenatori in 2° più giovani della Lega Pro, se non il più giovane. Quanto la gratifica questo aspetto?

“Sono molto contento di questo. Da qualche anno ho deciso di intraprendere questa strada. Il mio obiettivo era quello di entrare nel mondo dei professionisti con un incarico da collaboratore. Penso di avere bruciato le tappe sia grazie all’impegno profuso in questi anni, sia per aver avuto la fortuna di conoscere una persona che ha fortemente creduto in me, portandomi con sé in questa sua prima avventura fuori regione”.

Come è nato il suo rapporto con mister Alvini?

“Ho conosciuto il mister andando a vedere i suoi allenamenti. E’ un allenatore che non ha mai giocato a livello professionistico e che si è formato attraverso la gavetta delle categorie toscane. Ho scelto di seguire il suo lavoro perché è sempre stato un tecnico molto stimato in Toscana. Ho conosciuto inizialmente il suo secondo storico, Marco Ceccomori, allenatore di altissima preparazione, grazie al quale ho avuto modo di conoscere Massimiliano Alvini. Abbiamo iniziato a confrontarci più volte: da lì lui ha voluto conoscermi meglio, siamo andati a vedere partite insieme ed abbiamo consolidato il nostro rapporto. Da questo è nata la sua scelta”.

Come valuta il suo impatto con il calcio professionistico e questa nuova esperienza lontano da casa?

“Come ripeto sin dal primo giorno che sono arrivato qui, per me è un doppio motivo d’orgoglio: sia perché lavoro in una Prima Squadra professionistica con una storia importante alle spalle, sia perché mi trovo in un ambiente di assoluto livello, con strutture all’avanguardia e un’ottima organizzazione. Mi sento due volte gratificato. Spero con il mio lavoro di poter dimostrare di meritarmi questo posto. L’impegno ovviamente è massimale: tutte le mie giornate iniziano di prima mattina e finiscono in tarda serata, lavorando sempre in funzione della squadra e della partita domenicale. Spero di essere all’altezza della società e dell’allenatore che mi ha voluto con sé”.