Differenze tra la difesa di Gasperini e Sarri – articolo di G. Ievoli

Gianmarco Ievoli

Anno di nascita: 1999
Indirizzo mail: gianmarcoievoli@gmail.com

 

Principi universali Fase difensiva

Collettivi:

  • scaglionamento
  • aggressività
  • temporeggiamento / azione ritardatrice
  • concentrazione / restringimento degli spazi
  • equilibrio / controllo

Individuali:

  • difesa della porta
  • marcamento
  • presa di posizione
  • intercetto ed anticipo
  • contrasto

Principi particolari Fase difensiva

I 4 fattori su cui si costruisce la fase difensiva del blocco squadra e dei reparti sono:

  • Posizione del pallone
  • Spazio
  • Compagno
  • Avversario

In riferimento a questi 4 fattori ciascun allenatore stabilisce l’ordine di priorità attraverso cui la squadra dovrà orientarsi ed assumere determinati comportamenti particolari stabiliti e allenati.

Spesso questi 4 fattori sono miscelati tra loro per cui determinate scelte dipendono dalla globalità di questi fattori che vengono considerati nella loro interezza.

In genere più si è lontani dalla porta più ci si orienta sull’avversario, più ci si avvicina alla porta più si predilige coprire determinati spazi in relazione al compagno, in genere è qui che aumentano notevolmente i riferimenti sulla zona.

Linea difensiva:

La linea difensiva va addestrata in merito ai seguenti aspetti:

  • Comportamento su cross e traversoni.
  • Gioco preventivo.
  • Orientamento su avversario / compagno.
  • Tempismo con cui spaccare il reparto.
  • Tempismo dell’elastico difensivo.
  • Gestione delle ricezioni tra le linee.
  • Altezza del reparto.
  • Gestione delle transizioni negative.
  • Numero linee di copertura seguenti alla rottura del reparto centralmente ed esternamente.
  • Eventuali raddoppi di reparto.
  • Comportamento in situazioni di inferiorità numerica.
  • Posture del corpo.
  • Dove indirizzo l’avversario nell’1vs1.
  • Interscambio di posizione

Blocco difensivo:

  • Orientamento su avversario / compagno.
  • Ricerca di uscite a coprire il pallone e relative coperture (lavoro maggiormente di reparto, sulla copertura degli spazi e delle linee di passaggio) o marcature integrali più o meno ampie (lavoro maggiormente individuale, sul marcamento dell’avversario).
  • Creazione di densità in zona palla o ricerca della parità numerica.
  • Protezione della linea.
  • Eventuali raddoppi di reparto.
  • Comportamento in situazioni di inferiorità numerica.
  • Posture del corpo.

Prima pressione:

  • Uscite codificate sull’avversario.

Esempi pratici

Farò ora due esempi pratici per quanto riguarda i principi della fase difensiva prendendo in considerazione due ideologie totalmente differenti tra loro, il Napoli di Sarri e l’Atalanta di Gasperini.

Per capire a quale aspetto mi riferisco, prendere in considerazione l’elenco sopra scritto.

Napoli di Sarri:

Linea difensiva:

  • A zona integrale, il terzino esce a coprire il pallone, i restanti 3 difensori occupano determinate zone dell’area di rigore e vanno alla ricerca del pallone solo dopo che esso è partito; quando il cross è da fondo campo ci si dispone in diagonale negativa.
  • Solo coperture preventive, si marca preventivamente solo in chiare situazioni di lettura individuale.
  • Ci si orienta in relazione alla posizione del pallone e al compagno, l’avversario non viene considerato se non per chiare interpretazioni individuali.
  • Il reparto viene rotto solo dopo che è partito il pallone, viene rotto raramente in anticipo per chiare interpretazioni individuali, specialmente lontano dagli ultimi 20 metri. Si predilige andare a difesa della porta.
  • I difensori si alzano in sincronia su ogni palla coperta guadagnando quando più campo possibile, quando si scopre il pallone non scappano subito ma restano in posizione fino all’attimo prima che l’avversario faccia partire il pallone.
  • Il giocatore tra le linee non viene accorciato in anticipo se non per chiare letture individuali, la linea preferisce coprire la profondità, è importante che la squadra sia corta e il pallone venga mantenuto coperto per evitare le giocate tra i reparti che mettono in difficoltà questi principi di reparto, l’avversario viene quindi accorciato solo dopo che è partito il pallone nel tentativo di tenere coperto lo stesso. Si predilige andare a difesa della porta.  
  • Generalmente la linea difensiva ha molta profondità alle spalle nel tentativo di rendere quanto più corta possibile la squadra e non concedere giocate tra i reparti.
  • In caso di transizione negativa si toglie quanta più profondità possibile, scappano fino ai 25m, occupano il corridoio centrale e lavorano totalmente di reparto orientandosi su pallone e compagno. Ai 25m si esce a coprire il pallone e si dà copertura. Non vengono seguiti gli avversari e i loro movimenti finalizzati ad attaccare la linea.
  • Una linea di copertura.
  • Non ci sono raddoppi organizzati dal reparto difensivo.
  • In situazione di inferiorità numerica si scappa e si toglie profondità, decentralizzando per quanto possibile lo spostamento del pallone avversario e coprendo la porta.
  • Nei movimenti della linea le posture sono organizzate al rapporto con il pallone e il compagno, sempre fronte palla.
  • Generalmente nell’1vs1 indirizzo l’avversario esternamente, decentralizzando il suo tentativo di dribbling.
  • Quando un giocatore della linea viene saltato ed esce l’altro a coprire il pallone i difensori in questione devono eseguire un cambio di posizione all’interno della linea.

Blocco difensivo:

  • Ci si orienta in relazione alla posizione del pallone e al compagno, l’avversario non viene considerato se non per chiare interpretazioni individuali, specialmente lontano dalla porta.
  • A seconda della posizione del pallone il centrocampista di zona esce a coprire il pallone e gli altri coprono nelle zone stabilite (lavorano maggiormente di reparto, si cerca di coprire gli spazi e le linee di passaggio).
  • Si ricerca la creazione di densità in zona palla attraverso le uscite stabilite e le varie coperture e rotazioni in determinate zone.
  • I centrocampisti si possono buttare nella linea in situazioni tali per cui è necessario seguire integralmente un avversario per mantenere la parità numerica oppure è necessario coprire una zona in cui la linea necessita di un giocatore in più.
  • Generalmente non ci sono raddoppi organizzati dal reparto.
  • In situazione di inferiorità numerica si decentralizza lo spostamento del pallone avversario e si copre il corridoio centrale.
  • Le posture sono organizzate al rapporto con il pallone e il compagno, sempre fronte palla.

Atalanta di Gasperini:

Linea difensiva:

  • A uomo, generalmente il quinto di difesa esce per impedire o disturbare il cross/traversone, il “braccetto” di parte si dispone a zona sul primo palo e tutti gli altri marcano a uomo.
  • Si marca preventivamente.
  • Ci si orienta in relazione alla posizione del pallone e all’avversario, i rapporti di distanza con i compagni vengono in secondo piano rispetto al marcamento dell’avversario.
  • Il reparto viene rotto chiaramente prima che parta il pallone alla ricerca della marcatura dell’avversario. Si ricerca più spesso la linea d’anticipo e la massima aggressività.
  • In genere l’elastico difensivo viene interpretato in maniera individuale rispetto al pallone e al diretto avversario, i tempi della risalita e della scappata non sono legati ad una scelta di reparto ma ad una scelta del singolo rispetto all’avversario da marcare e alla posizione del pallone.
  • Il giocatore tra le linee viene sempre seguito e accorciato, generalmente prima che parta il pallone, spesso alla ricerca della linea d’anticipo oppure a difesa della porta, anche in zone di campo che non appartengono al difendente.
  • La profondità che deve difendere il reparto varia a seconda del movimento degli attaccanti avversari e delle relative marcature integrali.
  • In caso di transizione negativa si cerca di togliere profondità seguendo i movimenti degli avversari finalizzati ad attaccare la linea.
  • Il numero delle linee di copertura è estremamente vario, dipende dalla posizione dei giocatori avversari e dal conseguente marcamento.
  • Non ci sono raddoppi organizzati dal reparto difensivo.
  • In situazione di inferiorità numerica si scappa e si toglie profondità, decentralizzando per quanto possibile lo spostamento del pallone avversario. E’ rara questa situazione in quanto gli avversari vengono sempre seguiti integralmente, se una marcatura dovesse saltare è necessario per quanto possibile commettere fallo.
  • Le posture del corpo sono finalizzate al contatto visivo dell’avversario e del pallone.
  • Generalmente nell’1vs1 indirizzo l’avversario esternamente, decentralizzando il suo tentativo di dribbling.
  • Quando un giocatore della linea viene saltato, e non commette fallo, esce l’altro a giocarsi l’1vs1 con l’avversario; i difensori in questione devono eseguire un cambio di posizione/marcatura all’interno della linea.

Blocco difensivo:

  • Ci si orienta in relazione alla posizione del pallone e all’avversario.
  • Si formano marcature integrali anche in zone di campo che non competono al difendente (lavoro maggiormente individuale, si cerca di marcare l’avversario).
  • Si ricerca la parità numerica.
  • I centrocampisti si possono buttare nella linea in situazioni tali per cui è necessario seguire integralmente un avversario per mantenere la parità numerica.
  • Generalmente non ci sono raddoppi organizzati dal reparto.
  • In situazione di inferiorità numerica si decentralizza lo spostamento del pallone avversario e si copre la porta. E’ rara questa situazione in quanto gli avversari vengono sempre seguiti integralmente, se una marcatura dovesse saltare è necessario per quanto possibile commettere fallo.
  • Le posture del corpo sono finalizzate al contatto visivo dell’avversario e del pallone.