Guardiola e il talento: non un dono ma un processo – traduzione a cura di di Francesco Bonacci di un n estratto di Pep Guardiola, la metamorfosis di Martì Perarnau (2018).

La concezione del lavoro, del gioco e dell’allenamento

“Nella sua concezione del lavoro, Pep (Guardiola, ndr) è fortemente influenzato da due costanti: la formazione impartitagli dai suoi genitori e la considerazione di sé stesso come di una persona senza molto talento, la quale mancanza vuole compensare con molto sforzo e lavoro (ciò può senza dubbio sorprendere il lettore).

La seguente affermazione del filosofo spagnolo Josè Antonio Marina coincide con l’idea che ha Pep sul lavoro: “Il talento non è un dono (una cosa) ma un processo (un apprendimento), e non sta all’inizio, ma al termine della formazione e dell’allenamento.”

Dice Guardiola: «ciò che non si allena, si dimentica». Proprio per questo, alla base del rendimento c’è l’allenamento e il lavoro. Non tanto dal punto di vista quantitativo ma da quello qualitativo e a proposito di questo: «è più importante il concetto che l’aspetto fisico». L’allenatore trasmette l’idea mediante le parole, ma il giocatore l’assimila mediante la pratica reiterata, diretta e corretta: «i giocatori vengono convinti dei concetti tattici allenandosi». L’assimilazione piena della idea si acquisisce in contesti che assomigliano a quello competitivo reale del gioco: «se si apprende un concetto tattico si apprende giocando, perché il gioco è l’unica cosa reale».

Infine, l’essenza della trasmissione dei concetti e delle idee del gioco ha una condizione volitiva essenziale. Non si tratta di ripetere meccanicamente delle azioni, ma di comprendere il perché di quelle azioni: «l’allenamento consiste nel fatto che i giocatori prendano delle decisioni», dice Guardiola. E non basta dirlo e allenarlo; va vissuto come esperienza: «per apprendere, devi provare. Non basta che te lo dicano. Per correggere davvero un difetto importante, devi averne sofferto le conseguenze». L’errore e la sconfitta sono grandi stimoli della correzione e dello sviluppo.”