Guardiola e l’evoluzione dell’allenamento

Tratto da M. Perarnau, Herr Pep

Il primo allenamento
Monaco di Baviera, 26 giugno 2013
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Buenaventura è uno dei preparatori fisici con la miglior reputazione al mondo. Il suo maestro è Paco Seirul·lo. Nonostante provenga dall’atletica leggera, Seirul·lo ha creato una scuola di preparazione fisica per il calcio. Ha testato il suo metodo nel Dream Team di Johan Cruyff e ha trascorso 25 anni a mantenere in forma i giocatori del Barça, con un successo riconoscibile.
Buenaventura ha imparato da Seirul·lo una metodologia strutturata in microciclo, che si basa su cicli di allenamento formati da tre/cinque giorni di lavoro sviluppato sempre con la palla, in modo da simulare le condizioni tecnico-tattiche della gara. In ogni esercitazioni sono presenti i principi di gioco di Guardiola.
Tutte le sessioni di allenamento hanno come priorità determinati obiettivi tecnici e tattici che sono stati concordati tra Buenaventura e Guardiola.
La prima sessione di lavoro del Bayern, quindi, ha un nuovo protagonista: il pallone. Rummenigge ha espresso la sua curiosità: “Sono voluto andare subito al primo allenamento per capire cosa sarebbe cambiato con l’arrivo di Pep”. Per Rummenigge, Sammer e soprattutto per i giocatori, il primo allenamento è una grande sorpresa. Nessuna corsa continua, nessuna serie di 1.000 metri, nessun circuito di sollevamento pesi, nessuna sessione da atletica.
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Guardiola evita lunghi discorsi. Dichiara solo che la squadra svolgerà sempre tutti gli allenamenti nel campo da calcio e non vedrà mai le piste di atletica. Inoltre pronuncerà alcune brevissime parole: “Ho solo un requisito: si deve lavorare. È possibile sbagliare un passaggio o un tempo di gioco, ma non si può mai smettere di correre. Se lo fai, kaput, fuori dalla squadra”.
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La sessione di allenamento inizia con un rondos. Vengono formati tre cerchi di otto giocatori ciascuno. Sei di loro, sulla circonferenza, iniziano a passare la palla alla massima velocità mentre due dentro, cercando di recuperarla. L’esercizio risulta molto meno fluido rispetto a quando veniva fatto a Barcellona, perché lì i giocatori iniziano a fare questo tipo di allenamento a partire dalle giovanili. I campioni d’Europa sembrano meno pronti a fare questi rondos. Probabilmente anche perché pensavano di fare sedute atletiche e non di lavorare con il pallone.
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Vengono svolte due serie di rondos di otto minuti, seguite da alcuni movimenti di attivazione muscolare utili a concludere il riscaldamento.
Successivamente si passa al primo esercizio specifico: un allenamento di resistenza con tre linee.
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Bonaventura spiega: “ E’ un lavoro di resistenza con distanze di oltre 70 metri da percorrere a due ritmi. Il ritmo dell’andata è più lento perché i giocatori effettuano tre esercizi tecnico-tattici, mentre il ritorno è semplicemente una gara. In totale, in tre periodi di sei minuti, percorrono circa quattro chilometri, andando avanti e indietro per circa 150 metri. È un lavoro di resistenza ma, invece di fare una semplice corsa, si introduce un lavoro di collaborazione, che ha un collegamento con il gioco. In pratica, ogni linea, sviluppa un principio di gioco richiesto da Guardiola: il primo è quello di cercare il terzo uomo e fermarsi di fronte ad esso; l’altro è un due contro uno; il terzo è quello di controllare e passare. Si tratta di un lavoro completamente nuovo per i giocatori perché è stato introdotto il pallone, la collaborazione e qualche principio di gioco”.
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Dopo questo esercizio vengono svolte quattro serie di quattro minuti di giochi di posizione, chiamati anche giochi di “conservazione”, esercizi ritenuti molto importanti dall’allenatore. Intorno a un rettangolo vengono collocate due squadre di quattro giocatori, che dovranno mantenere il possesso palla con l’ausilio di tre jolly. Durante queste esercitazioni l’allenatore ha utilizzato più e più volte lo stesso termine: “Druck! Druck! (Pressione! Pressione!)”. È il primo indizio per capire ciò che chiede Pep al suo Bayern: circolazione rapida del pallone, pressing intenso e forte.
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Guardiola dà anche altre indicazioni: ogni volta che si effettua un passaggio è necessario posizionarsi immediatamente per poter ricevere nuovamente il pallone, in modo da dare un’alternativa al proprio compagno. Egli insiste su questo movimento, ritenuto addirittura più importante del passaggio stesso perché è fondamentale per dare continuità all’azione, per proporsi come eventuale appoggio o come il vertice di un triangolo. Solo così il movimento del pallone può essere continuo e la squadra potrà dominare e controllare il gioco.
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Successivamente Guardiola dà indicazioni a Jérôme Boateng, considerato un talento grezzo. L’obiettivo di tutta la stagione sarà perfezionare quelli che sono ritenuti tre punti deboli del giocatore: mantenere la posizione sulla linea difensiva, difendere con caparbietà e non perdere la concentrazione. Dal primo giorno, Guardiola, cerca di far capire che è suo intento posizionare la linea difensiva molti metri più avanti rispetto a quanto è stato fatto in passato. L’obiettivo è quello di anticipare gli attaccanti rivali, difendere in avanti e non indietro, con velocità, aggressività e coraggio.
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Il primo allenamento si è concluso: 80 minuti intensi e senza pause, lavorando soprattutto su aspetti tattici del gioco. Così sarà fino alla fine della stagione: sessioni molto intense di un’ora e mezza, sempre al cento per cento e con un occhio sulla tattica della partita successiva.

 

Conferenza sulla preparazione fisica di Lorenzo Buenaventura, preparatore fisico del Bayern Monaco di Pep Guardiola