La gestione della partita
Preparare al meglio la gara non esaurisce certamente il compito del tecnico poiché la partita, una volta iniziata, spesso può svolgersi in maniera totalmente differente da come l’avevamo progettata.
Questo fa sì che l’allenatore, una volta seduto in panchina, avrà il compito di gestire l’evento mentre si svolge. Prestando la massima attenzione a quello che accade e conservando uno stato d’animo il più possibile distaccato dalle inevitabili emozioni, dovrà essere attento a percepire, correggere o favorire quei segnali, spesso impercettibili, che, colti in tempo, possono imprimere alla partita un andamento favorevole.
Naturalmente, le situazioni che ci si trova ad affrontare variano da gara a gara ed è difficile individuare principi generali, ma cercherò di focalizzarne alcuni che, facendo capo alla mia esperienza personale, possano rientrare in una casistica indicativa.
L’allenatore in panchina:
1. Guarda e osserva il comportamento dei propri giocatori, ovvero l’attenzione è rivolta per il 70% a quello che succede alla propria squadra, e verifica se la strategia preparata è adatta a quello che succede in campo. Verificherà ad esempio:
• L’atteggiamento tenuto dai suoi giocatori
• Le difficoltà che l’avversario sta creando
• Dove e come queste difficoltà sono create, eccetera
2. Cerca di interagire con i giocatori a lui più vicini per comunicare piccole informazioni, come ad esempio posizioni errate del singolo, di un reparto eccetera
3. Annota sinteticamente le informazioni a suo giudizio importanti al fine di poterle comunicare efficacemente ai giocatori al termine del primo tempo. Durante la partita, soprattutto se giochi in uno stadio da 60.000 spettatori, diviene pressoché impossibile eseguire grandi correttivi e farsi sentire dai propri uomini. Per questo l’intervallo tra il primo e il secondo tempo è un momento fondamentale. È quello il momento in cui possono crearsi i presupposti perché l’allenatore riesca a intervenire ampiamente ed eseguire modifiche appropriate ed efficaci.
È importante quindi organizzare sapientemente questo momento, per far sì che possano essere utilizzati al meglio i minuti a disposizione.
Generalmente io mi regolo in questo modo:
1. Al termine della prima fase di gioco, io e i miei collaboratori, compreso chi è delegato a seguire l’incontro dalla tribuna, ci ritroviamo nello spogliatoio per confrontare i punti di vista e cercare insieme una soluzione al problema, se esiste. Sono pochi minuti in cui ognuno esprime la propria idea, seguiti da una mia decisione finale (nel frattempo i giocatori avranno avuto modo di scaricare un po’ di tensione e svolgere alcune azioni individuali o di farsi assistere da medici e fisioterapisti)
2. I giocatori, seduti e disposti in cerchio, ascoltano le indicazioni e i compiti tattici da seguire a livello collettivo nel secondo tempo. Parlo per tre minuti circa e loro ascoltano senza interagire
3. Nei cinque minuti rimanenti utilizzo la possibilità di parlare e scambiare opinioni con i singoli calciatori

Il tempo a disposizione è prezioso e dobbiamo essere in condizione di fornire elementi utili prima che il gioco riprenda. Per questo l’incontro con i collaboratori deve prevedere informazioni mirate ed essenziali da utilizzare nel mio successivo colloquio con la squadra. Questo serve ancor più a comprendere quanto sia importante avere a
disposizione uno staff non solo competente ma anche in grande sintonia con il coach.

Il dopogara
La gestione del dopogara riguarda solo in parte l’allenatore, ma è suo compito saper mantenere un corretto equilibrio generale per far sì che, a livello collettivo ed individuale, il risultato del campo o eventuali episodi accaduti in gara non pregiudichino il buon proseguimento del lavoro.
A mio avviso, a fine gara l’allenatore deve:
• Fare scemare le tensioni e cercare, con il supporto dei suoi collaboratori, di stemperare ogni momento di agitazione che si può generare
• Evitare di inserirsi in discussioni e rimanere fuori dalle polemiche
• Comunicare, in modo generalizzato, alcuni aspetti della gara che ritiene importanti ma evitando di entrare nei dettagli. In seguito, soprattutto dopo che avrà potuto rivedere e analizzare i filmati, avrà modo e tempo di scendere nei particolari. Spesso la sensazione avuta durante la partita, osservandola dalla panchina, può differire rispetto a quella evidenziata dalle immagini televisive
• Confrontarsi con la dirigenza, quando questo è necessario o richiesto o semplicemente quale forma di scambio di opinione sereno sulla gara

 

Tratto da C. Ancelotti, Il mio alberto di Natale. Storia e schemi dell’allenatore più vincente in Europa, Seconda edizione, Bur, Milano 2014.