Il 3-4-2-1 del Napoli di Carlo Ancelotti:

fluidità posizionale, mobilità, imprevidibilità, gioco corto, ricerca dello spazio libero.

“Io non credo ai sistemi di gioco prestabiliti. Avere uno stile di gioco definito, per me, è un limite”

Il Napoli costruito da Ancelotti è un chiaro esempio della capacità dell’allenatore partenopeo di plasmare la squadra intorno ai giocatori.

“Zidane alla Juventus ha cambiato la mia idea di calcio. A Parma non feci prendere Baggio che aveva già l’accordo con Tanzi. Baggio che è uno dei più grandi talenti del calcio italiano, perché avevo Chiesa e Crespo e puntavo ad un calcio che ingabbiava i giocatori e non prevedeva il trequartista, ruolo che Roberto aveva richiesto. Se fosse arrivato dopo la svolta di Zidane l’avrei tenuto eccome. Con Zidane ho fatto il processo inverso: ho creato la squadra intorno al campione, gli ho cucito addosso il vestito”

I principi di gioco del Napoli:

  1. Costruzione 3+2. Gioco corto per ricercare un’uscita pulita per dentro
    Grande mobilità dei due mediani alla ricerca dello spazio utile per ricevere e verticalizzare il gioco
  2. Smarcamenti sul corto dei trequartisti per favorire la costruzione e dare sviluppo verticale alla manovra offensiva
  3. Utilizzo della punta centrale come vertice durante la preparazione della manovra
    Dopo aver scaricato palla, la punta attacca lo spazio alle spalle della linea
  4. Quando la punta centrale si muove sul corto per giocare da vertice, i trequartisti o gli esterni hanno il compito di attaccare lo spazio alle spalle  della linea