In questo articolo, voglio presentare il mio modo di vedere il calcio, la filosofia del mio calcio.
Un calcio inteso come energia, collettivo, velocità, emozioni.

  1. Sviluppare un calcio globale, veloce, dinamico, aggressivo, collettivo.
    La mia squadra deve essere preparata a sviluppare una manovra veloce tramite lettura e attacco degli spazi, i giocatori della mia squadra devono garantire dinamismo e aggressività sia in fase di possesso che di non possesso.
    Tutti i giocatori in campo devono partecipare alla fase di possesso e alla fase di non possesso: i
    n una squadra che ambisce a raggiungere i propri obiettivi, tutti i giocatori devono essere protagonisti in ogni fase di gioco, portiere compreso.
    Inoltre, la squadra deve essere preparata ed allenata ad avere massima intensità mentale nelle transizioni con l’obiettivo di stringere in zona palla quando si perde il possesso e di attaccare su tre zone (ampiezza a destra, ampiezza a sinistra e zona centrale) quando si conquista il possesso.
  2. Visione sistemica del calciatore e della squadra.
    I
    l giocatore è un tutto indivisibile: per questo motivo prediligo l’allenamento simultaneo delle componenti tecniche-tattiche-fisiche-psicologiche. Ritengo fondamentale allenare contemporaneamente tutte queste componenti, con l’obiettivo di strutturare un modello di gioco definito e ben conosciuto dai giocatori. Ritengo fondamentale strutturare in allenamento le situazioni di gioco che si presenteranno in partita per preparare i giocatori alla risoluzione dinamica della problematiche della gara: si tratta di quello che definisco “allenamento del processo decisionale”.
  3. Per fare questo ritengo innanzitutto fondamentale migliorare continuamente le competenze di tecnica e tattica individuale dei calciatori della mia squadra:
    – 1c1 frontale, dorsale e laterale eseguito in varie zone di campo;
    – capacità di muoversi in campo senza mai perdere di vista il pallone;
    – lettura dello spazio libero, mobilità senza palla e smarcamenti funzionali;

    – capacità di smarcarsi in zona luce ed in allontanamento dal possesso di palla per aprire spazi (non in avvicinamento, in quanto questo tipo di smarcamento porterebbe a chiudere gli spazi); 
    capacità di gestire il possesso palla mantenendo le posizioni e allargando gli spazi in campo;
    – capacità di smarcarsi alle spalle e ai fianchi degli avversari con l’obiettivo di impedire ai difendenti avversari di avere la visuale su uomo e palla;
    – esecuzione di passaggi forti e precisi preferibilmente diagonali (quindi in funzione di una conquista in avanti dello spazio);
    – esecuzione di passaggi lunghi ed alti (utili per eseguire cambi gioco, per superare linee di pressione avversarie in situazioni di difficoltà, ecc);
    – esecuzioni di cross tagliati/morbidi e di traversoni tagliati alle spalle della linea avversaria;
    – ricezione della palla con orientamento del corpo funzionale alla conquista dello spazio e non al mero mantenimento del possesso palla;
    – conduzione veloce della palla in avanti (utile a saltare linee di difesa avversarie quando un giocatore non ha pressione);
    – capacità di prendere decisioni velocemente (velocità di pensiero);
    – capacità di leggere la palla coperta/scoperta.
  4. Costruire un modello di gioco lavorando su principi definiti in base alle caratteristiche dei giocatori per la fase di possesso e su una precisa codificazione dei comportamenti per la fase di non possesso.
    In fase di possesso:
    – con palla al portiere prediligo la costruzione corta, ma non disdegno il rinvio lungo organizzato per sfruttare l’eventuale spizzata e/o seconda palla;
    – con palla nel primo terzo di campo l’obiettivo deve essere sempre quello di superare le linee di pressione avversarie, attraverso un passaggio in verticale o una conduzione palla di un giocatore che non riceve immediata pressione; per fare questo è importante sia creare situazioni di superiorità numerica sfruttando il portiere e un posizionamento funzionale codificato dall’allenatore (contro 2 attaccanti, costruire con 3 giocatori; contro 3 attaccanti costruire con 4 giocatori) sia ricercare l’uomo libero anche attraverso giocate sul terzo uomo;
    – con palla nel secondo e nel terzo terzo di campo l’obiettivo varia a seconda delle caratteristiche dei giocatori, del sistema di gioco e, anche in questo caso, del sistema difensivo degli avversari; l’obiettivo principale è quello di sviluppare per ricercare lo spazio libero, liberare un uomo alle spalle o ai fianchi degli avversari, in modo che possa ricevere palla con tempi di gioco; a seconda delle caratteristiche dei giocatori, può essere preferibile sviluppare per creare situazioni di vantaggio sugli esterni o centralmente tra le linee.
    In fase di non possesso:
    – a seconda delle caratteristiche della squadra, scelgo
    a) difesa di reparto, con riferimento principale sulla palla, con grande attenzione alla copertura degli spazi e alle letture condivise; tutti i difendenti si muovono in funzione della palla e non “sulle intenzioni” (es. non seguo il movimento incontro di un attaccante avversario prima che sia partito il passaggio in favore di quest’ultimo, perché facendo diversamente libererei spazio alle spalle per l’inserimento di un altro avversario);
    b) difesa aggressiva a uomo nella zona con riferimento principale l’uomo, con poca attenzione alla copertura degli spazi ma con marcamento continuo sull’uomo, ricreando sempre una superiorità numerica rispetto al numero di attaccanti avversari;
    – definire il comportamento dei difensori nelle varie situazioni di palla scoperta (conduzione palla, possibilità dell’avversario di giocare palla sopra la linea, smarcamento sul corto degli avversari ecc);
    – definire il comportamento dei difensori all’interno dell’area di rigore;
    – definire chi esegue i raddoppi di contrasto su palla laterale;
    – definire l’altezza del pressing a seconda delle caratteristiche dei giocatori (con difensori veloci e bravi a coprire la profondità e centrocampisti dinamici prediligo il pressing alto, con difensori meno rapidi e centrocampisti più propensi ad un gioco posizionale prediligo un pressing intermedio);
    – definire il tipo di pressing (in profondità o in ampiezza);
    – definire le varie uscite in pressione e i vari compiti difensivi con palla nei tre terzi di campo.
  1. Creare un rapporto di condivisione con i giocatori.
    Ritengo necessario far sentire ogni calciatore partecipe e protagonista del processo di crescita della squadra. È a mio avviso molto importante lavorare sulle emozioni e sulle motivazioni dei giocatori, fissando obiettivi che diano la spinta giusta per un miglioramento continuo e progressivo.
    Come già evidenziato, la cosa che reputo determinante all’interno del mio metodo è la centralità dell’atleta. Per avere partecipazione e sviluppare senso di appartenenza bisogna avere rispetto delle individualità e allo stesso tempo lavorare affinché la squadra diventi il fine ultimo e più importante per ogni individuo al suo interno.
    Come allenatore sarò sempre pronto ad assumermi le responsabilità quando le cose vanno male e ad esaltare i miei giocatori quando i risultati sono positivi.
    Nella gestione della squadra diventa fondamentale a mio avviso la cooperazione tra allenatore (staff)-dirigenti-atleti come integrazione delle competenze e condivisione delle tensioni emotive: un ambiente basato su fiducia e ottimismo porterà sicuramente ogni singolo individuo ad esprimere al meglio le proprie qualità.
  2. Nella pianificazione della seduta di allenamento ritengo più funzionale diversificare la settimana con routine diverse, dando molta importanza alle indicazioni (positive e negative) ricevute nella partita precedente.
    Non dispongo di una serie di esercitazioni standard, ma propongo sempre le esercitazioni che ritengo più utili in quel preciso momento della stagione: l’ultima partita rappresenta per me una fonte fondamentale per organizzare il lavoro settimanale.
  3. Prediligo il lavoro situazionale.
    Utilizzo molto i possessi e gli sviluppi in posizione, il lavoro con i reparti, le partite con meta e le partite a tema per allenare i vari concetti tattici; non amo invece soffermarmi più di tanto sulla tattica analitica.

 

A cura di Renato Montagnolo
08/01/1990
Allenatore Uefa B
Allenatore in seconda e match analyst U.C. Albinoleffe (LEGA PRO)
renato.montagnolo90@gmail.com
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