La fase difensiva del Genoa di Juric segue alcuni principi ben precisi, come possiamo vedere dal video e leggere dalle parole rilasciate dal tecnico stesso a Il Nuovo Calcio, numero di maggio 2016.

I comportamenti richiesti durante la fase di non possesso alta del Genoa sono:

– difendere con marcature individuali a tutto campo;
– predisporre una superiorità numerica nella zona centrale della linea difensiva;
– l’input per il pressing viene dato dal reparto d’attacco: se gli attaccanti non hanno la possibilità di andare in pressione, la squadra temporeggia ed abbassa il baricentro;
– lasciare libero un avversario sul lato debole;
– la scelta se andare uomo su uomo sull’inizio gioco degli avversari dipende dalla strategia adottata in funzione della partita specifica: dal video, si nota come nella partita contro il Napoli, Juric abbia preferito lasciare la punta centrale solo contro i due centrali difensivi partenopei, con l’obiettivo di indirizzare il gioco su un centrale e poi uscire in pressione aggressiva; nella partita contro il Bologna, invece, Juric ha preferito chiudere tutte le soluzioni avversarie sin dal limite dell’area di rigore avversaria per aver la possibilità di recuperare palla in zone più alte del campo.

I comportamenti richiesti durante la fase di non possesso bassa del Genoa sono:

– marcare sempre il diretto avversario e rompere la linea anche con palla scoperta per seguire i movimenti sul corto degli avversari;
– marcare su linee di anticipo i diretti avversari sfruttando la copertura di un difensore garantita dalla superiorità numerica difensiva in zona centrale.

I comportamenti richiesti durante la transizione negativa del Genoa sono:

– riaggressione immediata in zona palla per riconquistare il possesso palla e cercare di impedire la ripartenza degli avversari.

 

Leggiamo  le parole del tecnico del Genoa, rilasciate come detto al termine della scorsa stagione, conclusa con la promozione in serie A del Crotone.

Quali sono i tuoi principi di gioco?

“Creare superiorità numerica quando siamo in possesso palla, rubare la palla il prima possibile con grande aggressività. Il sistema di gioco conta fino a un certo punto, quest’anno abbiamo cambiato piccoli particolari, il 3-4-3 pure l’abbiamo usato raramente, a volte schieriamo un trequartista, a volte abbassiamo un esterno e giochiamo a quattro, dipende! I concetti chiave che ho espresso prima, però, non cambiano mai”.

“Per il modo di intendere il calcio è determinante aggredire subito a palla persa. Fare uno scatto in avanti di 5 metri è meglio che farne 40 indietro“.

Per quanto riguarda la fase di non possesso, facciamo delle scelte a priori, soprattutto per la difesa. Possiamo prestabilire l’esterno di centrocampo che diventa difensore in modo che sia sempre lo stesso. Questo avviene quando abbiamo un giocatore più offensivo da un lato. In altre situazioni sfruttiamo gli scivolamenti classici con il giocatore lontano dalla palla che si abbassa coi difensori. Ecco perché contano centrali di parte che sappiano essere anche dei laterali.
Centralmente, invece, le scelte dipendono dal numero di attaccanti avversari. Contro una punta e un trequarti si alza un difensore sul rifinitore e si marca d’anticipo. Con due punte e un giocatore tra le linee, è uno dei nostri centrocampisti centrali – anche in tal caso prestabilito o in base alla posizione della palla – che fa da schermo a questo elemento”.