Da dove e come vengono realizzati i gol: estratto della tesi di Renato Montagnolo per il corso di Match Analysis organizzato dal Settore Tecnico della F.I.G.C.

Qui scaricabile il file completo in formato pdf: Dalla lettura dei dati all’allenamento. L’analisi del tecnico oltre l’oggettività statistica

 

L’aspetto sul quale voglio porre inizialmente la mia intenzione è relativo al modo in cui vengono realizzati i gol.

In che misura la posizione dalla quale viene eseguita una conclusione in porta influenza l’esito di quest’ultima?

Uno degli studi più noti è lo Shot Position Average Model (SPAM) di Paul Riley. Quest’ultimo, analizzando oltre 30’000 tiri su tre stagioni di Premier League, ha messo in evidenza la quantità di tiri necessari per segnare un gol da fuori area, dalle zone laterali dell’area di rigore e dal centro dell’area di rigore. Le conclusioni di Riley sono molto interessanti ed indicative in quanto i risultati della sua ricerca hanno preso in considerazione, rimanendo sostanzialmente invariati, più stagioni1.

Il modello SPAM di Paul Riley, riassunto nella semplicità di questo esplicativo diagramma

Secondo il calcolo di Riley, possiamo approssimare che per segnare un gol da dentro l’area di rigore, facendo la media dei dati della zona centrale e delle zone laterali, occorrono 12 tiri, mentre per segnare da fuori area ne occorrono 33.

L’analisi dei dati della serie A 2017/2018 in merito al numero di gol realizzati da dentro e da fuori area di rigore conferma sostanzialmente le conclusioni di Riley: come si può notare dal calcolo della media percentuale dei gol/tiri da area e gol/tiri da fuori area, la possibilità di segnare da dentro l’area è circa tre volte superiore rispetto a quella di segnare da fuori: il dato medio di conversione in rete di un tiro da dentro l’area è del 17,44%, da fuori area del 4,79%.

Raccolta dati Sics sulla posizione dei tiri e calcolo della percentuale di realizzazione di un gol

* nel conteggio dei gol sono escluse le autoreti

Grafico sull’influenza percentuale sul numero di gol dei tiri da dentro l’area e dei tiri da fuori area

A mio avviso, questo tipo di ricerca, per quanto molto interessante, ha un grosso limite: analizza il quanto, senza preoccuparsi del come.

In altre parole, ci dice quanti gol vengono realizzati da varie posizioni ma non spiega come, con quale dinamica, se in seguito ad un assist volontario o ad un rimpallo ecc.

L’allenatore, a mio avviso, non può non tener conto di questa considerazione. Vedremo successivamente l’aspetto sul quale ritengo utile lavorare.

Un altro studio che si occupa del quanto ma non del come è quello eseguito da Caley. Nei suoi studi Caley «ha diviso in varie tipologie i passaggi chiave che hanno determinato la creazione dell’occasione, assegnando a ciascuna tipologia un’efficienza differente calcolata sulla base di evidenze empiriche. Le ricerche di Caley, in pratica, hanno dimostrato empiricamente tutta l’inefficienza dei cross»2.

Mappa di conversione elaborata da Caley che dimostra empriricamente l’inefficienza dei cross

 

Anche questo dato viene confermato dai dati sul numero totale dei cross e dei cross riusciti della stagione 2017/2018 di Serie A: solo 1 cross ogni 4 tentativi va a buon fine.

Raccolta dati Sics sul totale dei cross e dei cross riusciti e calcolo della percentuale di realizzazione di un cross

Dopo aver analizzato i risultati degli studi di Riley e Caley, ed averli messi a confronto con le statistiche della Serie A 2017/2018, mi sono posto alcune domande: i gol all’interno dell’area di rigore vengono esclusivamente realizzati a seguito di un assist “volontario”?

Come si sviluppano le situazioni di gioco successive ad un tiro dalla distanza indirizzato nello specchio della porta o ad un cross?

A questo punto, faccio un passo indietro citando nuovamente il testo Tutti i numeri del calcio di Sally ed Anderson.

I due autori dedicano un capitolo all’incidenza della “sorte” nel determinare la vittoria di una squadra e lo fanno riportando i risultati di una ricerca di Martin Lames, professore di Scienza dell’allenamento e Informatica applicata allo sport al Politecnico di Monaco di Baviera.

Attraverso l’analisi video di oltre 2500 gol e la catalogazione a seconda dell’influsso della sorte, Lames ha raggiunto una conclusione: il 44,4 per cento possono essere considerati fortunati3. Uno dei gol fortunati citati nel libro Tutti i numeri del calcio risulta interessante per motivare le conclusioni di questa tesi:

Il cross di Lahm viene toccato di testa da un difensore che lo devia quanto basta a [Miroslav] Klose per arrivare sulla palla; il portiere gli respinge il colpo di testa, ma lui sfrutta il rimbalzo del pallone e segna4.

Lo spezzone riportato sopra evidenzia un aspetto da tenere in considerazione quando si analizzano i dati precedentemente riportati: molti gol realizzati da dentro l’area di rigore sono frutto di “situazioni imprevedibili”, quali deviazioni, ribattute del portiere, respinte sbagliate dei difensori.

Situazioni che hanno fatto e fanno tutt’ora la fortuna di attaccanti come Filippo Inzaghi, Miroslav Klose, Mauro Icardi.

Quali conclusioni trarre da queste considerazioni?

Personalmente condivido il pensiero di Juanma Lillo, secondo cui «il compito di un allenatore è aumentare l’indice di probabilità di vincere una partita»5: questo lo si può fare studiando strategie tattiche efficaci ed allenando con cognizione di causa.

Per questi motivi, quindi, ritengo che la formazione e lo sviluppo delle capacità realizzative di un attaccante debba sia tenere in considerazione il come e da dove vengono realizzati la maggior parte dei gol sia prendere spunto dall’allenamento del portiere.

Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, molto spesso vediamo l’allenatore dei portieri impegnato a ricreare situazioni di imprevedibilità, sia attraverso la deviazione di traiettorie sia attraverso conclusioni ravvicinate utili ad allenare riflessi e velocità di esecuzione/pensiero.

Perché non adottare lo stesso metodo per allenare coloro che devono trasformare in gol le situazioni imprevedibili che si sviluppano dentro l’area di rigore?

A mio avviso, infatti, l’analisi dei dati ci aiuta a capire quanto sia necessario allenare l’attaccante a sviluppare le capacità realizzative a seguito di situazioni casuali che si creano all’interno dell’area di rigore.

1Cfr. s://www.ultimouomo.com/cosa-sono-gli-expected-goals/

2https://www.ultimouomo.com/cosa-sono-gli-expected-goals/

3D. Sally; C. Anderson, Tutti i numeri del calcio. Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato, (Italian Edition), Mondadori, Edizione del Kindle, posizioni nel Kindle 766-767.

4D. Sally; C. Anderson, Tutti i numeri del calcio. Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato, (Italian Edition), Mondadori, Edizione del Kindle, posizioni nel Kindle 765.

5D. Sally; C. Anderson, Tutti i numeri del calcio. Perché tutto quello che sapevi sul calcio è sbagliato, (Italian Edition), Mondadori, Edizione del Kindle, posizioni nel Kindle 794-795.