La difesa ad uomo

Caratteristiche e possibili criticità

Seppur la storia del calcio italiano abbia visto, nella parte centrale del secolo scorso, grandi squadre e grandi allenatori imporsi e vincere attraverso ferree e spietate marcature a uomo a tutto campo, al giorno d’oggi, complice il grande cambiamento degli anni ‘90 e l’avvento della difesa a zona, la pratica del principio della difesa a uomo è caduto in disuso, tranne qualche eccezione.

Quando adottiamo questo principio di gioco della fase di non possesso, creiamo dei duelli individuali tra i difendenti e i loro rispettivi riferimenti offendenti; contrariamente a ciò che avviene adottando la difesa a zona (dove la gerarchizzazione dei concetti di riferimento prevede che il riferimento più importante sia la linea palla-porta e, solo successivamente, i compagni e gli avversari), qui il primo riferimento dev’essere l’avversario ed è a lui che va data priorità: il movimento e la posizione del difendente sono subordinati al movimento del riferimento avversario offendente. Si deve sempre marcare il diretto avversario e rompere la linea anche con palla scoperta per seguire i movimenti sul corto degli avversari, cercando se possibile di marcare su linee di anticipo.

Due allenatori che adottano tutt’oggi questo principio di gioco difensivo sono Gasperini e Juric, non a caso suo allievo.

Vediamo in che modo Atalanta e Genoa hanno adottato la difesa a uomo nelle rispettive partite, con quali particolarità per poi vedere una situazione di gioco che mette in evidenza i difetti e i limiti di un sistema difensivo a uomo.

Genoa vs Juventus:

Il sistema di marcature individuali del 3-4-2-1 asimmetrico di Juric contro il 4-2-3-1 della Juventus prevedeva:

_ Galabinov ballava tra i due centrali avversari;

_ Taarabt marcava Lichtsteiner, Pandev marcava Alex Sandro;

_ I due centrocampisti centrali sui rispettivi avversari;

_ Laxalt e Lazovic rispettivamente su Cuadrado e Mandzukic;

_ I due braccetti si alternavano nel marcare Dybala, a seconda della zona di campo, e quello dei due che non usciva sull’argentino affiancava il terzo centrale, garantendo superiorità numerica contro Higuain.

Come si può evincere dall’ultimo punto, il sistema di difesa a uomo non è applicato in modo dogmatico. Anzi, causa libertà di movimento e alto tasso tecnico degli avversari, spesso i difendenti non hanno seguito il loro riferimento per tutto il campo ma si sono scambiati la marcatura con un compagno: per es., non è stato raro vedere Dybala sull’esterno e Cuadrado sull’interno con conseguente cambio di marcatura tra il braccetto di parte e Laxalt.

Rimangono fermi però quelli che sono i principi di questa tattica collettiva, nonostante piccoli accorgimenti determinati sia dalle proprio caratteristiche, dei singoli e di squadra, ma anche e sopratutto dalle caratteristiche dell’avversario.

Napoli vs Atalanta:

Il sistema di marcature individuali del 3-5-2 di Gasperini contro il 4-3-3 del Napoli ( l’allenatore neroazzurro ha, a inizio secondo tempo, sostituito Petagna con De Roon passando così dal classico 3-4-2-1 al 3-5-2):

_ Gomez e Ilicic schermavano le linee di passaggio esterne dai centrali verso i terzini;

_ I tre centrocampisti marcavano i tre centrocampisti avversari;

_ Gli esterni uscivano sui terzini avversari solo nella propria metà campo, al di sopra scalava una mezzala;

_ I tre difensori centrali marcavano i tre attaccanti avversari, la superiorità numerica era garantita dall’esterno lato debole che scalava sulla linea dei difensori.

Possibili criticità di un sistema di difesa a uomo:

La fase di non possesso caratterizzata da marcature individuali e nello specifico quella delle squadre di Gasperini e Juric, caratterizzate da forte aggressività in avanti e ricerca dell’anticipo, ha, come tutti i sistemi e i principi di gioco, i suoi lati deboli. Lati deboli che gli avversari devono ricercare e mettere in evidenza, per scardinare il sistema avversario e e creare situazioni di gioco pericolose.

I difendenti devono seguire il proprio riferimento, sia tramite corse in avanti sia con corse all’indietro; è evidente come, in un sistema che richiede aggressività in avanti e anticipi, possa risultare più naturale seguire il proprio riferimento in avanti mentre potrebbe creare criticità dover seguire il proprio avversario che, prima va incontro, poi attacca la profondità.

Una giocata spesso utilizzata per battere le marcature individuali e creare situazioni pericolose è la giocata palla avanti-palla dietro-palla nello spazio. Giocando la palla avanti per avere una sponda, rimetto in gioco un giocatore che prima era marcato ma che ora può ricevere la sponda fronte porta e, allo stesso tempo, colui che ha effettuato la sponda può, dopo essere venuto incontro, attaccare la profondità e costringere il difendente ha interpretare e risolvere una situazione di gioco complessa.